Nicola Bono - Sito Ufficiale

22/10/2007

NO AL “MERCATO DELLE VACCHE” PER L’ATO IDRICO

L’on. Nicola Bono, in merito alla sofferta vicenda della stipula della concessione del S.I.I. dell’ATO Idrico di Siracusa con la SOGEAS ATO Idrico 8, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“La vicenda della stipula del contratto di concessione dell’S.I.I. di Siracusa con la SOGEAS ATO Idrico n.8 appare sempre più inquietante. Nessuno tra gli autorevoli sostenitori della necessità della stipula di questa concessione ha a tutt’oggi chiarito le problematiche di fondo e, soprattutto, il perché della incapacità a fornire adeguate garanzie bancarie da parte della SOGEAS ATO Idrico n.8; così come sfumati e glissanti appaiono i presunti vantaggi di questa operazione, che si conferma invece sempre di più come una oggettiva penalizzazione di tutti i cittadini utenti della provincia di Siracusa. Infatti, contrariamente alle finalità istituzionali degli ATO Idrici, concepiti per realizzare economie di scala e, quindi, la riduzione delle tariffe idriche, la concessione dell’ATO Idrico di Siracusa prevede, sin da ora, un non indifferente aumento delle tariffe, senza nessun chiaro beneficio per gli utenti, né in termini di potenziamento delle infrastrutture, né di particolare impulso a nuovi investimenti”.
“La stessa possibile decisione dei sette Comuni della zona montana di cambiare il loro atteggiamento da contrario a favorevole per la stipula del contratto di concessione – ha aggiunto il deputato di AN – subordinandolo ad alcune condizioni, come ad esempio il blocco delle tariffe per cinque anni, l’assunzione di lavoratori socialmente utili e, addirittura, interventi di manutenzioni su tutti gli immobili di proprietà comunale, ivi comprese scuole, impianti sportivi ed edifici religiosi, rischia di rendere l’inquietante vicenda, ancora più fosca. Appare evidente, infatti, che si tenta di superare le legittime obiezioni sulla oggettiva antieconomicità della gestione SOGEAS ATO Idrico n.8, attraverso quello che sempre di più appare un vero e proprio ‘mercato delle vacche’, in cui oggetto della contrattazione è appunto il consenso di enti e istituzioni. Peccato che non si individui chi pagherà il prezzo finale di tale assenso. Appare fin troppo chiaro, infatti, che a fronte degli oneri in più per assunzione di personale, spese manutentive su beni che nulla hanno a che vedere con la gestione idrica e blocco delle tariffe per cinque anni, si dovrà fare fronte con l’ulteriore aggravamento delle tariffe degli altri utenti dei 14 Comuni non montani della provincia di Siracusa”.
“Non vorrei trovarmi nei panni di quei sindaci di questi Comuni – ha concluso Bono – che con tanto impegno hanno sostenuto in passato l’opportunità di firmare questa concessione, che non a caso si trascina da mesi senza ottenere il quorum minimo previsto dalla legge per la sua stipula, e che oggi si trovano nella ancora più difficile situazione di dovere approvare un atto che comporta un’ulteriore aggravio degli interessi dei propri amministrati, determinato dalla necessità di convincere, a pagamento, altri enti circa l’opportunità di non ostacolare un procedimento che appare sempre più improponibile. Credo che la vicenda abbia toccato il fondo e che, a questo punto, dignità e residui di correttezza imporrebbero di rinunciare definitivamente all’operazione e di attuare ciò che chiedo da mesi e cioè, da un lato l’annullamento della procedura e l’avvio di una nuova gara d’appalto per l’individuazione del giusto gestore dei servizi idrici e, dall’altro, l’immediata assegnazione ai vari Comuni delle risorse per il triennio in corso, per la gestione diretta degli appalti finalizzati alla realizzazione degli impianti e, quindi, scongiurare la perdita dei finanziamenti per il prossimo triennio, così come già fatto in occasione del primo piano operativo triennale dell’ATO Idrico”.

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