Nel suo intervento in Aula in occasione del dibattito alla Camera sulle politiche per il mezzogiorno contenute nella manovra Finanziaria, l’on. Nicola Bono (AN) ha dichiarato:
“Ho apprezzato il tono del Ministro che sembrava convinto e invece ha dichiarato cose assolutamente fuori dalla realtà. D’altronde, fin dall’inizio della manovra finanziaria, si assiste al costante tentativo del Governo di dimostrare a parole ciò che i fatti impietosamente smentiscono e cioè che questa Finanziaria sarebbe tutta protesa a sostenere le esigenze del mezzogiorno. Questa affermazione è assolutamente falsa. Questa manovra, infatti, sarà ricordata come la più antimeridionale mai varata nella storia del Paese. La prova di ciò è data dai numeri: i 63 miliardi di euro programmati fino al 2013, di cui mena vanto il Governo, come dimostrazione di concreto sostegno al mezzogiorno, sono del tutto virtuali, poiché ciò che il Ministro Bersani fa finta di non sapere è che la Finanziaria ha un limite di programmazione triennale e, pertanto, qualunque somma stanziata oltre il triennio ha un valore meramente virtuale. La dimostrazione, invece della reale penalizzazione del sud è proprio all’interno della previsione triennale, laddove si registra la pesante riduzione dei fondi stanziati lo scorso anno nell’ultima Finanziaria del Governo Berlusconi”.
“In pratica – ha proseguito Bono – volendo solo citare gli importi relativi al 2007, peraltro negli anni successivi la situazione è perfino peggiore, si ha una riduzione di 1 miliardo 334 meuro rispetto allo stanziamento a legislazione vigente (6 miliardi 434 meuro). Dei 5 miliardi e 100 meuro così rimasti per il 2007, 195 milioni sono stati già stornati dalla commissione bilancio per i piccoli comuni di tutta Italia e non solo del sud. Ben 506 milioni di euro è la somma degli emendamenti proposti dal Governo in Finanziaria con cui tra l’altro, si interviene con 72 milioni a favore della progettazione della linea ferroviaria Parma–La Spezia e con 25 milioni per finanziare il museo Maxxi di Roma. Infine, dall’importo del FAS bisogna sottrarre altri 409 milioni circa, a causa degli effetti devastanti dell’art. 53 della manovra che determina tagli di spesa anche sulla fondamentale voce per lo sviluppo del sud. Se si aggiunge poi, che un altro emendamento approvato dalla Commissione, sempre a carico del FAS, prevede l’utilizzo nel 2007 di 500 milioni per il potenziamento della rete viaria Siciliana e Calabrese, in effetti la disponibilità residua ai fini dello sviluppo e soprattutto per le politiche di riequilibrio territoriale delle aree sottoutilizzate si riduce ad appena 3 miliardi 490 meuro e cioè una diminuzione di ben 2 miliardi 944 meuro, pari alla metà di quanto stanziato dal presunto filonordista Governo di centro-destra”.
“Considerando che le altre misure prese per il sud – ha concluso Bono – sono sostanzialmente false, a partire dal cuneo fiscale, che non è cumulabile con il de minimis (fino a 100 mila euro) e con il credito d’imposta, è chiaro come per il mezzogiorno il Governo abbia articolato una strategia di “norme manifesto” con palese tentativo di creare aspettative ed “effetti annunzio” unicamente a scopo propagandistico. Nei fatti, in realtà, si sta consumando un vero e proprio attentato agli interessi delle popolazioni meridionali, nei confronti delle quali gli effetti della Finanziaria sono devastanti, non solo per la pletora insopportabile delle nuove imposte e tasse introdotte, ma proprio per la inaudita riduzione delle risorse finalizzate al sostegno delle politiche di riequilibrio economico e sociale”.