LA LINGUA E LA CULTURA ITALIANA
Strumenti per la promozione dello stile italiano nel mondo
Gli italiani all'estero dispongono oggi di molte informazioni su tutto ciò che avviene in Italia, in misura superiore al passato grazie alla moltiplicazione dei mezzi di comunicazione e all'affermazione dei sistemi satellitari e delle telecomunicazioni, che offrono la possibilità di ricevere programmi televisivi e edizioni teletrasmesse di giornali nazionali e locali.
Un informazione sempre più ampia sulla vita sociale, politica e culturale dell'Italia rappresenta il prerequisito essenziale della partecipazione al diritto di volto, al quale i cittadini italiani alle'stero sono stati recentemente ammessi dalla nostra legge.
Negli scorsi mesi si è parlato con riferimento alla televisione di rendere possibile un'informazione di ritorno per far scoprire agli italiani in Italia che ci sono persone della loro stessa città, del loro paese, che hanno dato segno di sé in altre nazioni.
Anche il Ministero per i beni e le attività culturali intende mettere a disposizione i suoi strumenti, per favorire la reciprocità e lo scambio tra gli italiani delle due sponde dell'oceano, e operare uno stimolo negli ambienti intellettuali italiani e sulle case editrici affinché aumenti l'attenzione nei confronti delle collettività di italiani all'estero.
Il sistema editoriale italiano da anni è in costante crescita e supera la produzione di 50.000 titoli l'anno, attestandosi al 4° posto in Europa (dopo il Regno Unito, la Germania e la Spagna) e al 7° posto nel mondo (preceduta da USA, Giappone e India), confermandosi come un settore vitale e creativo, che continua a produrre e a reagire con idee e investimenti alla "tiepidezza" del mercato del libro. L'impatto delle tecnologie informatiche
e multimediali ha influenzato il mondo del libro con la creazione di nuovi prodotti, diffusi attraverso supporti digitali e Internet. La nascita delle librerie virtuali in Internet ha inoltre creato un canale aggiuntivo per far conoscere e vendere i libri tradizionalmente intesi. Già oggi è tecnicamente possibile utilizzare i sistemi di teletrasmissione e di stampa digitale per confezionare le opere degli autori italiani a migliaia di chilometri di distanza dalla madrepatria e non è lontano il momento in cui le esigenze di studio, di formazione professionale o soltanto d'informazione e di svago di collettività italiane che vivono all'estero potranno essere soddisfatte in collegamento diretto con le aziende e le istituzioni culturali pubbliche e private in Italia. A loro volta queste possono far pervenire i loro messaggi e promuovere l'interesse per la creatività, il gusto, lo stile italiano e i loro prodotti, ma anche allacciare rapporti economici, di collaborazione e di lavoro.
L'internazionalizzazione dell'editoria è un fattore fondamentale per innescare un nuovo ciclo di innovazione e di sviluppo della catena del libro, sul quale il Ministero per i beni culturali si sta impegnando attraverso politiche di promozione dell'editoria e del sistema delle biblioteche.
Il ruolo delle biblioteche è fondamentale per il ciclo di vita dei libri, in particolare per un mercato come quello italiano nel quale i libri in commercio sono oltre 400.000, ed è particolarmente alta la produzione di romanzi e altre opere letterarie, attraverso autori come che sono ormai tradotti in vari paesi del mondo, e arricchiscono il panorama di autori classici della tradizione letteraria nazionale.
Le biblioteche degli istituti di cultura e delle associazioni culturali italiane possono diventare vetrine dell'editoria italiana, non soltanto attraverso l'acquisizione e l'esposizione delle principali novità librarie, ma anche come punti d'accesso per l'utenza locale alle informazioni relative al patrimonio librario e documentario posseduto dalle biblioteche italiane, attraverso il raccordo con il sistema delle biblioteche italiane (coordinate nei grandi progetti SBN e Biblioteca Digitale Italiana) e l'utilizzo di siti che costituiscono una guida ai progetti di promozione e alle risorse informative elaborate dalla comunità del libro.
La diffusione dei libri italiani all'estero è dunque un fattore di rafforzamento strutturale del libro durevole e di qualità, legato all'editoria di catalogo e di formazione culturale, ed è un incentivo per la nostra editoria in particolare i principali gruppi editoriali italiani come Mondadori, De Agostini, RCS Rizzoli, San Paolo a creare società all'estero e realizzare accordi e joint venture con gruppi stranieri.
Gli scambi con l'estero possono avvenire attraverso l'esportazione dei libri in lingua italiana, le coedizioni tra case editrici italiane e straniere (specialmente di edizioni d’arte e grandi opere illustrate), e la concessione di licenze o la vendita dei diritti di edizione e di traduzione. Il Governo italiano sostiene l'insieme delle attività, a favore della diffusione di opere letterarie, artistiche, scientifiche, scolastiche, periodiche, multimediali ecc., attraverso premi e incentivi previsti da apposite leggi, attraverso la periodica presenza alla Fiera del libro di Buenos Aires, ed è anche impegnato a collaborare con le istituzioni operanti in loco per l’organizzazione di manifestazioni culturali e in particolare di iniziative dedicate ai giovani come la Giornata della Letteratura italiana.
Tra le lingue nelle quali è più diffusa la traduzione delle opere italiane, lo spagnolo si attesta ai primi posti (18,5%), a riprova delle affinità e della comunanza delle radici storiche, culturali e religiose esistenti tra l'Italia e i paesi latini e latino-americani e i rapporti intensi e vitali tra le loro culture.
Il primo e decisivo fattore per la presenza italiana all'estero è però la conoscenza che si ha della lingua e della cultura italiana nei vari Paesi del mondo, fenomeno al quale deve essere prestata particolare attenzione nell'attuale fase di globalizzazione dell'economia e della comunicazione.L'accesso sempre più ampio e semplificato all'informazione, permesso dalle nuove tecnologie multimediali, avviene su scala mondiale superando le barriere linguistiche, enfatizzando il ruolo dell'inglese come lingua veicolare e, per converso, riducendo gradualmente l'impatto di lingue nazionali come l'italiano che non hanno tale funzione. Per questo motivo, accanto all'enfasi posta oggi sull'apprendimento dell'inglese e dell'informatica, un'attenzione uguale ed anzi maggiore deve essere dedicata all'insegnamento della lingua italiana, soprattutto all'estero e nei paesi come l'Argentina dove è più estesa e radicata la presenza di collettività di italiani e di cittadini di origine italiana.
L'Indagine "Italiano 2000" (università La Sapienza di Roma) ha messo in luce che, in generale, la competenza linguistica delle comunità di origine italiana è modesta. Oltre il 70% di queste persone non può definirsi "italofona": gli estremi sono rappresentati dagli anziani che usano soltanto il dialetto di origine (21,9% della popolazione) e da giovani che parlano esclusivamente la lingua dei paesi ospiti (32%)
L'italiano, come lingua comune, è infatti una conquista relativamente recente: soltanto 40 anni fa la maggior parte degli italiani, nella vita quotidiana e familiare, si esprimeva nei vari dialetti regionali, che costituiscono ovviamente giacimenti preziosi a livello lessicale e semantico. La lingua nazionale è entrata così soltanto in parte nel bagaglio dei valori e delle conoscenze trasmesse dalle prime famiglie di emigrati alle generazioni successive. Oggi però esistono motivazioni nuove e molto forti che possono condurre i giovani nati e cresciutiti in Argentina a scoprire o riscoprire la lingua italiana. All'interno di questa prospettiva, i legami mantenuti con il territorio di origine e l'identità culturale nazionale possono veicolare un nuovo pubblico verso l'apprendimento della lingua italiana.
Il primo e decisivo fattore per la diffusione all'estero del libro, come prodotto finito, è dunque la conoscenza che si ha della lingua italiana nei vari Paesi del mondo.Se si confrontano le cifre delle vendite dei libri italiani all'estero con i dati relativi alla popolazione costituita da comunità di nostri connazionali e da cittadini stranieri oriundi italiani, si rilevano situazioni molto diverse tra i principali Paesi europei e d'oltreoceano, all'interno dei quali esiste una seconda Italia è un grande bacino potenziale per la presenza e gli scambi con la nostra cultura e la nostra editoria.
Si tratta infatti di un'utenza che presenta caratteristiche molto diverse, a seconda delle situazioni socio-economiche, della vivacità dell'offerta di studio dell'italiano e della sua presenza negli ordinamenti scolastici del Paese di residenza. L'apertura di questi mercati verso l'editoria italiana sarà quindi proporzionale all'ampiezza e all'incisività della scolarizzazione e dell' insegnamento della nostra lingua.
La prima istituzione di una rete di scuole regie all'estero risale a Crispi. Attualmente gli ordinamenti e i programmi didattici delle scuole italiane statali e legalmente riconosciute funzionanti all'estero sono conformi a quelli applicati in Italia. Nelle sedi più attive, il rinnovamento dei contenuti e delle metodologie didattiche comprende la sperimentazione di curricoli bilingue che offrono agli allievi una formazione multiculturale, di livello internazionale.Gli stessi Corsi di lingua e cultura italiana - creati dalla Legge 153 nel 1971, con finalità di assistenza scolastica per i figli dei lavoratori italiani emigrati all'estero - hanno assunto come principale finalità la diffusione della lingua e della cultura italiana, ed esteso l'offerta formativa dai figli degli emigrati ai ragazzi di origine italiana e ai loro compagni stranieri.
L'offerta editoriale per l'insegnamento dell'italiano L2 (seconda lingua), si è rinnovata per adattarsi (negli obiettivi e metodi didattici, nei livelli di competenza e negli aspetti grafici e di comunicazione alla nuova fisionomia del pubblico dell'italiano, ai cambiamenti delle motivazioni di studio, e all'impatto dei nuovi media all'interno del settore.