Nicola Bono - Sito Ufficiale

14/11/2006

ENNESIMA OCCASIONE PERSA DAL GOVERNO PER FARE CHIAREZZA SUI DIRITTI TV DI CALCIO

Al termine della discussione in Commissione Cultura della Camera dei Deputati sulla proposta di delega al Governo per la titolarità e il mercato dei diritti televisivi dei campionati di calcio, L’on. Nicola Bono, capogruppo di AN in Commissione, ha dichiarato:
 

“Ho preso atto con rammarico – ha dichiarato l’on. Bono – dell’ulteriore occasione persa da questo Governo per fare chiarezza e introdurre elementi di trasparenza in un settore che negli ultimi mesi si è trovato al centro delle cronache più per le molteplici vicende di grave illegalità che non per quelle di carattere sportivo. Alleanza Nazionale aveva presentato pochi emendamenti ma tutti rivolti alla destrutturalizzazione della delega al Governo, ma ha dovuto constatare l’assoluta indisponibilità del Governo. Una scelta grave e illogica che ritarda di almeno otto, dieci mesi l’entrata in vigore della normativa, rispetto alle proposte di AN. Una serie di norme a tutela della garanzia del principio della libera concorrenza attraverso la individuazione di un meccanismo per affermare il massimo equilibrio dell’offerta audiovisiva degli eventi sportivi, tutta rivolta alla salvaguardia dei diritti dei consumatori e del rispetto delle esigenze delle emittenze locali”.
“Tra le proposte respinte – ha spiegato l’on. Bono – AN puntava molto sulla definizione di un meccanismo di distribuzione sulla cessione dei diritti TV in forma centralizzata attraverso cui garantire non meno del 5% dell’intero importo a scopo di mutualità in favore delle società di calcio dilettanti e di sostegno alle attività sportive giovanili. Ai fini della maggiore equità nei rapporti tra grandi e piccole società calcistiche, era stato proposto di fissare la quota da distribuire in maniera uguale, non meno del 40%, mentre la quota restante andava distribuita tenendo conto del bacino d’utenza e dei risultati in campionato. Altro punto qualificante, respinto dalla maggioranza, era quello di individuare nel CONI l’autorità garante e quindi con poteri anche di sostituzione della Lega Calcio, nell’ambito dell’attività di gestione delle risorse derivanti dalla vendita dei diritti TV, qualora decorsi i sessanta giorni dalla vendita la Lega Calcio non avesse definito i criteri di distribuzione tra le società sportive. Fondamentale poi, il principio che proponeva di fare decorrere l’entrata in vigore della legge dal 1 luglio 2008 definendo per quella data gli effetti dei contratti stipulati in precedenza. Non si può accettare, infatti, il principio che si voti una legge che abbia come fine la moralizzazione del sistema e poi non si individui una data certa dalla quale la legge entri in vigore”.
“Il fatto più grave – ha concluso il deputato di AN – è stata però la cancellazione dell’emendamento per l’eliminazione del fine di lucro delle società sportive. Un grave errore perché, come è noto a tutti, questo è senza dubbio uno tra i motivi fondamentali dello scandalo calciopoli. Le società, infatti, per garantire quotazioni significative, avevano l’assoluta esigenza del costante conseguimento di risultati positivi in campionato, anche a costo di ricorrere alla corruzione e al travisamento delle reali regole del campo. Mi auguro, quindi, che questa occasione per riportare le strutture calcistiche all’interno dei più elementari parametri di correttezza e trasparenza nel corso del dibattito in Aula alla Camera possa essere recuperata”.

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