“Con la decisione dell’Università di Catania di chiudere i corsi di laurea a Siracusa non solo si violata la convenzione sottoscritta, ma si è stracciato unilateralmente e senza alcuna motivazione l’accordo siglato lo scorso 20 maggio tra Provincia regionale,
Comune di Siracusa e Università. Per questo impugneremo la decisione in tutte le sedi che riterremo opportune, mentre richiederemo, anche tramite la deputazione parlamentare nazionale siracusana con in testa il ministro Prestigiacomo, di essere ascoltati dal Ministro Gelmini a cui sottoporremo l’intera vicenda chiedendo il suo autorevole intervento ”.
Ha sintetizzato così, il presidente della Provincia di Siracusa On. Nicola Bono il risultato della riunione svoltasi stamani presso la sede della provincia alla quale hanno partecipato il sindaco Roberto Visentin, il presidente del Consorzio Universitario Salvo Baio ed il suo vice Mario Cavallaro, il presidente del consiglio provinciale Michele Mangiafico e del consiglio comunale Edy Bandiera, l’assessore provinciale alla Università Roberto Meloni, e Marco Mastriani rappresentante degli studenti all’interno del consorzio universitario Archimede.
Oggetto della riunione, convocata d’urgenza, è l’imprevista e malaugurata decisione del senato accademico e del consiglio di amministrazione della Università di Catania, di non far partire l’anno accademico 2009-2010 i primi anni dei corsi di laurea in Beni Culturali ed in Tecnologie per il restauro dei Beni Culturali. Decisione comunicata nel tardo pomeriggio di ieri.
Sia il presidente Bono che il sindaco Visentin, così come tutti gli altri intervenuti, hanno sottolineato come gli enti locali in questi anni hanno mantenuto gli impegni ed anche investito considerevoli risorse.
Bono si è detto “stupito e rammaricato per una decisione che mortifica ingiustamente l’aspettativa della Provincia di Siracusa di mantenere e, semmai, potenziare ed ulteriormente qualificare l’offerta formativa universitaria, specie dopo l’accordo raggiunto il 20 maggio nel quale si erano stabiliti procedure e tempi per il pagamento delle quote di spettanza della Provincia, che aveva prontamente ottemperato agli impegni, pagando per il solo anno accademico 2008-2009 ben tre milioni 935 mila euro, ed impegnandosi, con un piano di rientro, a saldare ogni spettanza. La decisione di sopprimere ugualmente i corsi a Siracusa appare, quindi, un’intollerabile mortificazione”.
“Si ha la sensazione – ha detto ancora Bono – che il Rettore avesse già deciso, a prescindere dagli impegni con gli enti siracusani, di sopprimere i corsi in Beni Culturali. Infatti, nella lettera in cui si comunica la soppressione non si fa riferimento a problematiche economiche”.