“Appare del tutto immeritato il presunto primato culturale della sinistra, anche alla luce della sua totale assenza di visione riformatrice” Così l’On. Nicola Bono, Capogruppo AN in Commissione Cultura della Camera, è intervenuto nel corso del convengo di presentazione delle proposte di legge di Alleanza Nazionale in materia di spettacolo.
“Il Governo di centrodestra – ha spiegato il già Sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali – infatti, oltre alla fondamentale legge di riforma del cinema, la cui ultima disciplina risaliva addirittura al 1965, che ha determinato un aumento della qualità dei film italiani mediamente di tre volte superiore al passato, sia in termini di incassi al botteghino che di premi, al rilancio dell’ETI e del Centro Sperimentale di Cinematografia, aveva perfino definito una condivisa legge di riforma dello spettacolo dal vivo. Anche sul versante del reperimento di nuove risorse, il Governo di centrodestra ha fatto molto di più della sinistra, prevedendo l’estensione dei fondi lotto allo spettacolo e, attraverso la società ARCUS, vincolando il 3% delle risorse statali destinate alla realizzazione di opere pubbliche. Dalla sinistra, invece, promesse non mantenute, nessuna riforma, scarsi benefici finanziari ma, in compenso, aumento esponenziale del condizionamento della politica, grazie anche alla creazione di appositi fondi speciali lasciati al grazioso uso discrezionale del Ministro. Malgrado i vari tesoretti, alla cultura sono andate solo le briciole, essendo la previsione del FUS per il 2008 grossomodo pari allo stanziamento del 2001. Grave appare, inoltre, l’errore di inserire agevolazioni fiscali a sostegno del cinema in Finanziaria, dando la sensazione di non volere dare una dignità sistemica a norme che, in tal modo, appaiono svilite e disorganiche”. “Alleanza Nazionale, al contrario – ha aggiunto Bono – accanto alle leggi strutturali di riforma del cinema e dello spettacolo dal vivo, ha elaborato una norma che ha valenza strategica, poiché mira a creare un sistema di sostegni attraverso l’aumento delle risorse pubbliche e private da destinare allo spettacolo. Fondamentale appare l’obiettivo di elevare il FUS fino allo 0,50 del PIL, nonché di inserire criteri premiali nella distribuzione delle risorse, per realizzare anche un sostanziale riequilibrio tra i vari settori dello spettacolo dal vivo. L’introduzione della tax shelter, oltre che per il cinema anche per lo spettacolo dal vivo, diventa il secondo fondamentale tassello del sistema di sostegni, che viene integrato con il meccanismo di crediti d’imposta, a beneficio degli operatori dello spettacolo. AN, in sostanza, attraverso le sue proposte articolate e organiche vuole confermare la sua alta considerazione nei confronti di un settore che, non solo è elemento fondamentale della cultura italiana e dell’identità nazionale, e quindi un formidabile strumento di crescita civile e aggregazione sociale, ma anche un indiscutibile fattore di sviluppo per il Paese e, come tale, un settore in cui vale la pena investire”.