Nicola Bono - Sito Ufficiale

Premi Nazionali Traduzione

PREMI NAZIONALI PER LA TRADUZIONE
Edizioni 1997, 1998, 1999, 2000, 2001, 2002
Cerimonia di Conferimento, Palazzo del Quirinale, 12 Maggio 2003
Intervento del Sottosegretario, On. Nicola Bono
Signor Presidente della Repubblica,
Nel momento in cui si dà inizio alla cerimonia della consegna dei Premi Nazionali per la Traduzione assegnati negli ultimi sei anni mi è particolarmente gradito porgerLe il saluto del Ministro ed esprimerLe, anche a nome della Commissione che ha assegnato i Premi stessi e che ho avuto l'onore di presiedere, i sentimenti della più sincera gratitudine per l'interesse che ha voluto testimoniare a questa nostra iniziativa. E nell'esprimerLe tali sentimenti, sono certo di interpretare il plauso del mondo della cultura e in particolare di quanti sono impegnati sia nella ricerca teorica che nella prassi della traduzione.
I Premi vengono conferiti annualmente a traduttori ed editori stranieri che abbiano fornito importanti e significativi contributi alla diffusione e alla valorizzazione della cultura italiana all'estero, nonché a traduttori ed editori italiani che abbiano contribuito alla diffusione in Italia di opere straniere di particolare valore per l'esclusività dei contenuti culturali, per l'originalità degli apporti scientifici e metodologici, per gli elevati valori della creazione letteraria.
La storia dei Premi Nazionali per la Traduzione, che ormai investe l'arco di un quindicennio, è anzitutto la testimonianza dell'importanza che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali annette ad una manifestazione che intende non soltanto riconoscere e premiare alcuni risultati di eccellenza conseguiti in una attività di fondamentale rilevanza ancorché spesso ancora misconosciuta e non adeguatamente considerata, ma anche stimolare una riflessione e un dibattito sul concetto stesso del tradurre come esplicazione di una grande rete di scambi, di interconnessioni e di conoscenze reciproche tra le culture e le nazioni del mondo intero.
Non v'è dubbio, infatti che traduttori, editori e operatori culturali contribuiscano in misura cospicua con il loro lavoro ad una più profonda ed estesa conoscenza fra popoli e culture diverse, che deriva dalla circolazione di opere dello spirito, dell'ingegno, dell'immaginazione, della tecnica: di tutto ciò che, in definitiva,
costituisce vivente patrimonio del pensiero. Quanto sia largo ed esteso questo concetto lo dimostra lo statuto stesso dei Premi, laddove significativamente specifica che espressioni come traduttore e traduzione editore sono riferite non soltanto ad una definizione canonica del prodotto editoriale, ma ad ogni attività intesa a riformulare, per opera dell'ingegno, il testo di qualsiasi informazione o messaggio in ulteriori e differenti linguaggi, indipendentemente dalla loro natura. In tal modo si sono voluti estendere attenzione e considerazione a tutte quelle forme del tradurre che, anche al di là dei valori artistici, letterari e storici si proiettano da un lato verso le nuove frontiere della traduzione -collegate per molti aspetti alle innovazioni tecnologiche, agli strumenti sempre più avanzati della ricerca linguistica e alla comunicazione -, dall' una prassi del tradurre che si potrebbe definire il quotidiano della traduzione, quale si estrinseca nella vita delle istituzioni, degli enti, delle imprese.
Scorrendo l'elenco dei premiati e le singole motivazioni, è possibile avere un doppio quadro: quello della penetrazione nel nostro Paese delle più significative e originali opere della cultura internazionale, e quello della diffusione della cultura italiana nel mondo. Al riguardo mi sembra opportuno richiamare un dato di profondo significato: il grande sviluppo registrato in tempi molto recenti dell'insegnamento e della pratica della lingua italiana presso numerosissimi Paesi sulla scena mondiale. Ritengo, senza presunzione, che a questo fenomeno abbia contribuito anche l'assegnazione di questi Premi, cui il Ministero per i Beni e le Attività Culturali intende fornire ulteriore impulso e sostegno, nella convinzione che le strade dell'interscambio culturale e del dialogo fra gli individui e fra i popoli passino anche attraverso il riconoscimento dell'importanza dell'attività traduttoria e del ruolo del traduttore.
Nel concludere ritengo di dover sottolineare la sostanziale equilibrata polivalenza che traspare dalle scelte operate, che si estendono su un ampio ventaglio di ambiti culturali e linguistici. Fra i tanti suggerimenti e suggestioni il Comitato prima e la Commissione in sede plenaria poi hanno saputo operare scelte significanti, giungendo, al termine di un cammino per molti aspetti stimolante, a designare i vincitori a cui oggi tributiamo il riconoscimento non solo formale delle istituzioni e la gratitudine di quanti operano per la cultura.

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