Individuati i responsabili dello scempio malgrado le buone pratiche amministrative adottate
Comunicato dell'On. Nicola Bono, ultimo Presidente della Provincia Regionale di Siracusa, pubblicato parzialmente sulla Sicilia di domenica 23.11.2014:
“Le polemiche insorte attorno al mancato restauro e fruizione dell'antica sede del liceo Gargallo in Ortigia, come tradizione del luogo, si fondano su informazioni generiche e approssimative, che non aiutano né a capire la problematica, né tanto meno a risolverla.” Così si è espresso l'On. Nicola Bono, ultimo Presidente della Provincia Regionale, in merito alle ragioni del mancato completamento del restauro dell'ex Gargallo, che ha poi continuato:
“Sento quindi il dovere di dare un contributo per una corretta ricostruzione dei fatti, che fornisca ogni doverosa informazione sull' argomento.
Al momento del mio insediamento alla Presidenza della Provincia di Siracusa, tra le tante incompiute, per il recupero del vecchio plesso che ospitava la sede del liceo Gargallo, trovai un appalto in corso dell'ammontare di 2.000.000 di Euro ma inoperante, perché erano insorte complicazioni al momento della consegna dei lavori all'impresa, a causa del mancato rilascio da parte del Comune di Siracusa, del certificato di collaudo relativo ai lavori di consolidamento realizzati dallo stesso in precedenza.
Non mi erano chiare molte cose della questione e cioè perché questo appalto fosse stato aggiudicato molto prima di poter essere eseguito, con conseguente inutile esborso di interessi sul relativo mutuo, perché consistesse in un appalto per l'impiantistica e non invece di completamento edilizio come sarebbe stato naturale e, soprattutto, come fosse stato possibile firmare il verbale della presa in consegna del cantiere senza ottenere prima il certificato di collaudo; ma nessuno nell'Ente che presiedevo fu mai in grado di chiarirmelo, e fu infine anche questa considerata come l'ennesima balordaggine ereditata dalla precedente amministrazione.
Ma al di là della illogicità delle azioni della Provincia, il blocco dell'appalto era unicamente dovuto al reiterato rifiuto del Comune di Siracusa di consegnare il certificato di collaudo dei suoi lavori, unico documento per consentire il subentro legittimo nel cantiere dell' impresa titolare dell'appalto per gli impianti tecnici.
Scoperta la cosa, in seguito ad un precedente ciclo di inutili e sterili polemiche, tese più che a fare chiarezza, a tentare piuttosto di minimizzare precise responsabilità di qualche funzionario Comunale, renitente a fare bene il suo lavoro, approfittando magari della superficialità e distrazione, di qualche funzionario della Provincia, che non si era certo sbracciato per ottenere il corretto adempimento, finalmente, ottenuto il documento, la Provincia regionale, che da anni pagava il mutuo per un appalto che non era mai partito, poté iniziare i lavori.
Fu però a quel punto che apparirono chiare tre cose e cioè la prima, che occorreva una somma aggiuntiva per recuperare i danni derivanti dagli anni di abbandono nell'interregno tra Comune e Provincia, la seconda che i locali dell'ex Gargallo non erano capienti a ospitare la popolazione studentesca che era negli anni fortemente implementata, la terza che i lavori previsti dall'appalto della provincia, una volta eseguiti, avrebbero lasciato il manufatto incompleto e quindi inutilizzabile.
In merito alla prima questione, venne immediatamente disposta una variante dei lavori appaltati e stanziata la somma di 645.000 Euro, e cioè i cosiddetti 700.000 Euro di cui tutti parlano, in aggiunta ai 2.000.000 già finanziati.
In merito alla seconda questione si imponeva una soluzione che reperisse ulteriori locali idonei, ovviamente il più possibile prossimi ai locali dell'ex Gargallo, e a costi sostenibili per il loro eventuale restauro, mentre per la terza problematicità l'esigenza era di reperire le relative risorse per il completamento dei lavori nel plesso originario.
Per i locali aggiuntivi vennero scelti quelli dell'ex ITAS, contigui e perfettamente funzionali a integrare il vecchio plesso, e già di proprietà della Provincia, per i quali fu dato mandato agli uffici di predisporre il relativo progetto di restauro, mentre per il completamento del plesso per l'ex Gargallo fu deciso di accendere un mutuo per un importo di 2.000.000 di Euro.
Considerato lo stanziamento dei lavori in corso, la Provincia Regionale di Siracusa aveva sviluppato, in tempi di crisi economica e finanziaria, l'enorme sforzo complessivo di ben 4.645.000 Euro, mentre altri 1.700.000 circa si impegnava a reperire per il completamento dell'ex ITAS, e tutto ciò al fine di restituire il glorioso Liceo a Ortigia e ai Siracusani, nello stesso luogo dove era sempre stato.
Con l'adozione del Bilancio Preventivo, effettuata in data 1.3.2013, la Giunta Provinciale procedette anche all'approvazione della copertura finanziaria del progetto di completamento, attraverso la devoluzionedi un mutuo per i 645.000 Euro e l'accensione di un'altro per 2.000.000 con la cassa depositi e prestiti, assolutamente compatibili con la capacità di indebitamento dell'Ente.
Il bilancio di previsione del 2013, approvato a marzo, a fronte della quasi totalità degli enti pubblici che lo approvarono a dicembre, fu inviato per la definita adozione al consiglio Provinciale, che a maggio si apprestava ad approvarlo quando, con una operazione degna della destrezza di Arsenio Lupen, la Regione Siciliana sottrasse di colpo alle province Siciliane le entrate dell'addizionale dell'energia elettrica, facendo saltare i delicati equilibri di bilancio raggiunti.
Per Siracusa, quella scellerata decisione dell'Ars costò un taglio di entrate nell'ordine di circa cinque milioni di euro, che rallentò inevitabilmente le procedure di approvazione del documento contabile, che purtroppo cessarono del tutto con l'arrivo del Commissario Straordinario nominato sempre dalla regione Siciliana, nell'ambito della demagogica decisione di abolizione delle Province.
A chi cerca responsabili sono quindi serviti: il governo regionale e l'imbelle deputazione Siciliana, il cinquanta per cento della quale sembra eccellere unicamente nella pratica del salto della quaglia, e cioè nel cambiamento, anche ripetuto, del partito di appartenenza, ma per il resto scarsamente interessata a difendere i veri interessi dei Siciliani.
Il dato positivo di questa vicenda è che, grazie all'ultimazione della nuova scuola in contrada Pizzuta, gli alunni del Gargallo, sin dal 2012, hanno trovato una sistemazione di tutto rispetto, il cui gradimento da parte degli stessi e dell'intero corpo insegnante è stato unanime ed entusiastico.
Infine, in relazione all'incertezza sul destino delle Province, da un anno e mezzo abbandonate a se stesse dal Governo Siciliano e con esse, anche la tutela dei diritti dei cittadini che garantivano, in merito al vecchio plesso del Gargallo l'unica cosa seria che rimane da fare, ritengo sia la sua restituzione al Comune, compreso il progetto esecutivo per l'integrale completamento del suo restauro.
On. Nicola Bono