Nicola Bono - Sito Ufficiale

24/01/2003

Il 25 gennaio segna una svolta storica per il Val di Noto perché mette in atto per la prima volta una strategia che fa perno essenzialmente sulla capacità di organizzare il patrimonio culturale

 Il Sottosegretario per i beni e le attività culturali On Nicola Bono, che ha seguito il riconoscimento del Sito Val di Noto sin dal momento della presentazione della sua candidatura all'UNESCO, ha dichiarato che la cerimonia di domani è la (naturale) conclusione di un lungo e complesso percorso. Sono state infatti affrontate diverse difficoltà, ha sottolineato Bono, perché l'UNESCO riteneva di dovere privilegiare i Pesi emergenti rispetto all'Italia che aveva un numero cospicuo di siti già riconosciuti e che presentava ogni anno numerose candidature.
„ Il sito del Val di Noto era ritenuto, inoltre, sovradimensionato, per l'estensione del suo territorio e per il numero dei comuni ricompresi. C'è stata, a quel punto, ha proseguito Bono, la„ capacità di utilizzare il piano di gestione, documento redatto per la prima volta in quest'occasione che individua forme di tutela, conservazione, ma anche mette a sistema le risorse offerte dal territorio, come strumento per dimostrare sia l'organicità dell' iscrizione rispetto al numero elevato dei siti, sia le prospettive da realizzare.
Questo riconoscimento oggi ha un valore solo simbolico perché non determina direttamente ricadute economiche o finanziarie immediate ma è la base per dimostrare la credibilità del territorio rispetto ai potenziali interessati: è a questi che bisogna rivolgersi perché sono questi che possono determinare concreti sviluppi e organizzare flussi turistici qualificati che l'area merita di ospitare. (conquistare?)
Il 25 gennaio, ha concluso il Sottosegretario, segna una svolta storica per il Val di Noto perché mette in atto per la prima volta una strategia che fa„ perno essenzialmente sulla capacità di organizzare il patrimonio culturale materiale e immateriale.

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