Nicola Bono - Sito Ufficiale

L'archeologia subacquea

INTERVENTO DEL SOTTOSEGRETARIO BONO
AL CONVEGNO SULL'ARCHEOLOGIA SUBACQUEA


1)Ritengo il tema proposto dagli organizzatori di assoluta importanza. I fondali del mare Mediterraneo conservano testimonianze dei percorsi compiuti nei secoli da tutte le civiltà di cui siamo oggi eredi. Ma l'esplorazione di questa nuova frontiera della conoscenza è appena iniziata.Il nostro Paese, per motivi storici e geografici, deve svolgere un ruolo centrale nello sviluppo di nuovi strumenti sia tecnici che metodologici. Strumenti che permettano a tutti i Paesi dell'area di operare in modo concorde, per salvaguardare e restituire alla conoscenza dell'umanità le tracce del loro comune passato.
2)L'Italia è impegnata nel campo dell'archeologia subacquea fin dagli anni cinquanta, quando grazie all'attività pionieristica del professor Lamboglia la Liguria fu teatro di una serie di ricerche. E già allora le Soprintendenze si attivarono con personale qualificato per affiancare il crescente numero di iniziative con il necessario supporto tecnico-scientifico.
3)L'enorme quantità di siti sommersi e la complessità degli interventi relativi spinsero il Ministero, allora dei Beni Culturali, a creare un'apposita struttura tecnico operativa il Servizio Tecnico Archeologia Subacquea (STAS). Servizio che ha svolto negli anni un ruolo fondamentale, costellato di successi e ritrovamenti. Recentemente però si è sentita l'esigenza di rendere autonome le Soprintendenze sparse sul territorio nazionale per metterle in condizione di intervenire con maggiore prontezza in interventi spesso occasionali e di difficile pianificazione per una struttura centralizzata. A questo scopo sono stati costituiti in quasi tutte le Soprintendenze archeologiche d'Italia Nuclei Operativi periferici diretti da funzionari archeologi subacquei. Questo non vuol dire che si debba rinunciare all'enorme sapienza acquisita negli anni dall'attività dello STAS, oggi operante nel Servizio III Tutela e Conservazione della Direzione Generale per i beni archeologici. E voglio cogliere l'occasione per salutare e ringraziare il professor Mocchegiani Carpano, enciclopedia vivente in materia, per l'enorme lavoro svolto e che, sono certo, continuerà a svolgere in questo campo affascinante e difficile, al quale non faremo mancare il nostro appoggio.
4)Ogni nuova scoperta che si aggiunge al patrimonio artistico è occasione di grande interesse, ma nessuna di quelle avvenute negli ultimi decenni ha raggiunto la popolarità dei ritrovamenti effettuati nei fondali marini. Tante volte nei miei viaggi all'estero mi hanno parlato dei Bronzi di Riace, con un'enfasi e un entusiasmo che fanno impallidire anche la fama di Baggio e Del Piero!
5)A parte gli scherzi, considero di fondamentale importanza che il progresso scientifico sia affiancato dalla curiosità e dall'attenzione dei cittadini. Anche perché sono loro i destinatari dei nostri sforzi ed è a loro che vogliamo dare piena coscienza dell'identità culturale delle civiltà del Mediterraneo e, in ultima analisi, saranno loro a giudicare ed eventualmente premiare il nostro operato.

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