Dopo 17 mesi dalla presentazione della querela non ho ancora visto avviare alcun processo contro i miei calunniatori
L'On. Nicola Bono nel corso della conferenza stampa indetta sul tema Diritto alla Giustizia e verità sulla gestione del sistema idrico Siracusano, ha dichiarato: “La formalizzazione delle accuse ad undici indagati per gravi reati commessi nella gestione di SAI 8, che segue la sentenza di fallimento, costituisce la conferma della correttezza della mia azione politica e amministrativa alla presidenza dell'ATO idrico 8 di Siracusa.
Negli atti di contestazione dei reati, sembra a volte di leggere interi pezzi di dichiarazioni da me rilasciate alla stampa nell'ottobre-novembre 2010, dove paventavo l'inconsistenza patrimoniale di un'azienda, che sembrava sfociare nella totale insolvenza, come si è puntualmente verificato.
In particolare la magistratura inquirente ha eccepito gli estremi di bancarotta fraudolenta e semplice e una impressionante serie di illeciti commessi negli anni tra, cui la costante distrazione dei beni della SAI 8 ad esclusivo vantaggio del socio privato SACCECAV, ed in particolare “la formazione di corsie preferenziali per i pagamenti in favore del socio privato e di ditte riconducibili agli stessi indagati, a discapito dell'erario e degli altri fornitori”
Sembra di rileggere il mio comunicato del 19.11.2010 che, in risposta al rifiuto di SAI 8 di pagare i debiti accumulati con le imprese locali e con le maestranze, tra l'altro affermavo:”Non vorrei che, mentre le imprese Siracusane e le famiglie dei relativi lavoratori boccheggiano per non avere ricevuto i giusti compensi per i lavori già svolti, una parte consistente delle risorse erogate abbia preso la via della Lombardia, preferendo SAI 8 pagare il proprio socio SACCECAV che, quantomeno dovrebbe avere la pazienza di attendere non solo per ragioni di opportunità, ma anche perché, nella qualità di socio, potrebbe avere qualche corresponsabilità circa le difficoltà finanziarie in cui versa SAI 8”.
Una truffa di proporzioni gigantesche, nell'ordine di circa 74 milioni di Euro, che per anni è andata avanti, grazie ad una fitta rete di “compagni di merende” locali, che solo io ho contrastato pubblicamente e mi sono per anni adoperato a fronteggiare, con la costante richiesta del rispetto degli impegni contrattuali, fino a quando una volgare calunnia mi ha costretto alle dimissioni da quel ruolo.
Senza quella calunnia e la conseguente inchiesta giudiziaria, avrei cacciato SAI 8 3 anni prima, con grande sollievo dei Siracusani.
Per questo rivendico con forza che se non ci fossi stato io, in splendida solitudine, ad oppormi alle trame di questa banda, avviando procedure ed atti che poi il commissario straordinario ha portato ad esecuzione, insieme ad altri di sua iniziativa, forse non ci sarebbe stato mai l'esito della sentenza di fallimento e la fine di questa ingombrante e corrosiva presenza di SAI 8.
Ma non ho certo convocato questa conferenza stampa per celebrare sterili panegirici nei miei confronti, bensì per esprimere un disagio e una profonda preoccupazione su come finora sono andate le cose.
Non c'è dubbio che la Magistratura, nei confronti della quale ho sempre nutrito la massima fiducia, abbia fatto cose importanti in materia di interventi nella gestione del sistema idrico integrato siracusano.
E' infatti vero che nell'inchiesta “ORO BLU” ha accertato la mia totale estraneità alla vicenda della supposta concussione, restituendomi in toto l'onore e la pubblica riconoscenza per essermi rifiutato di entrare nel club dei “compagni di merende” e di difendere da solo l'interesse pubblico e il bene comune dei cittadini di questa Provincia.
E' vero altresì che con l'avvio delle incolpazioni, ha dimostrato che chi praticava atti illeciti erano i gestori di SAI 8, marcandone la gravi responsabilità.
Ma è altresì pur vero che a tutt'oggi ancora non ha pagato nessuno e c'è soprattutto il rischio che anche in futuro è difficile che qualcuno dei veri responsabili paghi davvero.
Ma c'è soprattutto il rischio che rimangano nell'ombra tutti i compari locali che hanno avuto assunzioni, contributi elettorali, prebende e favori, per consentire ai gestori di SAI 8 di poter depredare impunemente i Siracusani.
Non ha avuto infatti finora alcun indennizzo la città e con il fallimento ed i fondi che negli anni hanno preso la via della Lombardia, non si capisce proprio come potrà recuperarsi un buco se non con l'aumento già paventato delle tariffe.
Neanch'io ho ricevuto ancora soddisfazione sul piano dell'ottenimento della giustizia per i gravissimi torti subiti, perché non ho ancora visto avviare, dopo 17 mesi dalla presentazione della querela, a processo i mie calunniatori. Anzi a tal proposito mi giungono notizie circa una spaccatura all'interno della Procura tra chi propenderebbe per l'archiviazione e chi si oppone a tale decisione.
Notizie per me inquietanti specie in ordine alle presunte motivazioni che consisterebbero nel ritenere Giorgi e Ferraglio, ben noti alla Procura e imputati tra i più rilevanti nell'inchiesta di bancarotta appena conclusa, inconsapevoli della mia innocenza, quando i fatti dell'inchiesta “ORO BLU”, dimostrano che hanno architettato le false accuse di concussione all'unico scopo di delegittimarmi ed esautorami da un ruolo che, se fossi rimasto in carica, avrebbe comportato in pochi mesi la risoluzione del contratto per varie e ripetute inadempienze.
Rimango in ogni caso in serena attesa del giudizio della Magistratura, ribadendo che il diritto alla giustizia che rivendico non è solo un fatto personale, ma soprattutto per l'intera comunità provinciale, che ha diritto di sapere chi ha beneficiato della lunga occupazione lombarda dell'acqua di Siracusa e quindi di vedere emergere le connivenze e la fitta rete di complicità a vario livello dei ceti che contano, di questi autentici delinquenti in colletto bianco.
Ho voluto oggi questo incontro con la stampa perché voglio che sia chiaro a tutti che su questa vicenda che ha toccato il mio onore e ha tentato di mettere in dubbio la mia credibilità, correttezza e trasparenza non darò tregua a nessuno, e pretenderò quella giustizia che io e l'intera comunità provinciale Siracusana meritiamo di avere.