Nicola Bono - Sito Ufficiale

17/04/2008

PETRUZZELLI, APPROSSIMAZIONE E MANCANZA DI RISPETTO DALLA SINISTRA

L’On. Nicola Bono, già sottosegretario al Ministero per i beni e le attività culturali, nonché principale artefice dell’avvio dei lavori di ricostruzione del teatro Petruzzelli, in riferimento alla sentenza della Consulta di illegittimità costituzionale dell’esproprio, ha dichiarato: “ La sentenza della Consulta, che ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’esproprio, costituisce soprattutto la sconfessione dell’operato della classe di governo della sinistra, sia locale che nazionale, afflitta da insuperabili limiti in ordine non solo ai più elementari principi del diritto, ma anche ai criteri di opportunità. Ho sempre contestato l’esproprio, ritenendolo non solo ingiustificato, ma soprattutto inopportuno, perché avrebbe potuto determinare ulteriori ritardi nell’opera di ricostruzione. Ma nessun ragionamento sano può alcunché rispetto alla demagogia e impudenza di amministratori comunali e regionali che hanno fatto di tutto per ritardare artificiosamente i lavori di ricostruzione, per perseguire un solo obiettivo, negare l’evidenza e cioè il fatto che prima che arrivassero loro, era già stato tutto risolto. Non potevano digerire che dopo il lungo e totale stallo dalla sera dell’incendio, l’opera di ricostruzione era ripartita grazie unicamente all’accordo tra i proprietari e gli enti pubblici del novembre del 2002, definito e promosso dal Ministero per i BB.CC. e che quindi il merito della ricostruzione andasse per intero al centrodestra nazionale e locale. Un’onta insopportabile che si è tentato
 di esorcizzare non appena conquistati i Palazzi del potere locale, bloccando con risibili e strumentali scuse l’ultimo appalto per la realizzazione dei lavori. Non risulta che ci sia stata alcuna modifica rispetto alle impostazioni originarie, ma in compenso sono stati persi due anni, utili unicamente a dare l’impressione che il merito della ricostruzione fosse della sinistra. Anche l’esproprio va ascritto a questo disegno, poiché la destra aveva concluso l’accordo, occorreva anche in ciò introdurre la discontinuità, attraverso il disconoscimento del diritto di proprietà. Un fatto grave, non solo perché ingiustificatamente lesivo di diritti costituzionalmente garantiti, ma anche perché potenzialmente devastante sul piano dei tempi di realizzazione dell’opera di ricostruzione. Per fortuna ci sono ancora “giudici a Berlino”, e soprattutto capacità di giudizio degli elettori che, soprattutto in Puglia, davanti a comportamenti così irrispettosi della corretta tutela dell’interesse pubblico, non mancheranno di fare pesare il loro giudizio di condanna il 13 e 14 aprile alle elezioni legislative, e quanto prima alle elezioni comunali di Bari e a quelle regionali.”     
 

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