“Si tratta di una bocciatura grave di cui il Governo e la maggioranza di centrosinistra si devono assumere la responsabilità, e che mortifica gravemente le aspettative dei contribuenti delle tre province di Siracusa, Ragusa e Catania, che continuano ad essere trattati come sudditi e non come cittadini, titolari di diritti e di doveri, di uno Stato civile e democratico”.
Così l’on. Nicola Bono (AN) ha commentato la decisione della Camera dei Deputati di respingere i due emendamenti presentati dallo stesso, uno finalizzato alla riduzione dal 30 al 10% dell’importo da pagare per la sanatoria dei tributi sospesi per il terremoto del 1990, e l’altro diretto all’annullamento dei ruoli esattoriali emessi illegittimamente.
“Il tentativo di mettere riparo all’assurda decisione del Senato di riaprire i termini del condono – ha proseguito Bono – facendo pagare il triplo di quello che la norma originaria prevedeva, è quindi fallito, ma non per questo è da considerarsi definitivamente tramontata la speranza di poter difendere i diritti dei cittadini. Una scelta, quella del Senato, che penalizza non solo i contribuenti che non avevano pagato a suo tempo i tributi, costretti a subire una grande disparità di trattamento, con una percentuale da pagare tre volte più alta di quella prevista in origine, ma che mortifica soprattutto i contribuenti onesti, che hanno onorato tutti i loro debiti tributari, e che si trovano esposti a pagare una ulteriore “tangente” allo Stato, pur di vedere chiuso un contenzioso tributario di cui non hanno alcuna responsabilità”.
“Ancora più grave – ha aggiunto il deputato di AN – è apparsa inoltre la bocciatura dell’altro emendamento da me proposto per l’annullamento dei ruoli esattoriali. Una scelta incomprensibile non solo perché gli stessi uffici hanno sempre candidamente ammesso di avere emanato ruoli esattoriali alla cieca, non essendo in grado di conoscere chi aveva pagato e chi no tra i contribuenti delle tre province terremotate, ma anche alla luce della stessa decisione del Senato. Non si capisce, infatti, il senso di mantenere in vigore i ruoli emessi, carichi di errori e posizioni illegittime, che sono in procinto di scadere, malgrado la sospensione ottenuta dal 9 ottobre 2006, al 7 marzo 2007, in pendenza di una sanatoria i cui termini scadono il 31 dicembre 2007. Un vero paradosso, che comporterà come conseguenza che i contribuenti che volessero avvalersi del condono, da un lato pagheranno il 30% e, dall’altro, dovranno fare ugualmente ricorso contro i ruoli, che scadono nove mesi prima del termine ultimo per usufruire del condono stesso. Una cosa ridicola perché, a fronte del condono, i ruoli non hanno più senso e, semmai, dovrebbero essere emessi di nuovo dopo il 31 dicembre 2007, nei confronti unicamente dei contribuenti ancora morosi”.
“Un ulteriore pasticcio nel pasticcio – ha concluso Bono – di una situazione paradossale e contorta, il cui unico obiettivo sembra quello di perseguitare i cittadini indifesi e sempre più frastornati da una azione illogica e vessatoria. Anche per questo la manifestazione di sabato 24 febbraio presso la Camera di Commercio a Siracusa assume un’importanza ed una valenza ancora più rilevanti, poiché dalla individuazione degli strumenti di lotta e di protesta, dovrà scaturire la soluzione di una vicenda che è durata fin troppo e la cui conclusione, nell’interesse superiore dei cittadini coinvolti, non può che essere il definitivo annullamento dei ruoli esattoriali illegittimamente emessi per la riscossione dei tributi sospesi in seguito al terremoto del 1990”.