L'on. Nicola Bono, Sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali, ieri, nel corso di una riunione organizzativa del circolo territoriale di Pachino, ha voluto rispondere alle dichiarazioni del signor Natalino Massenzio, dell'associazione "Terra e Lavoro", pubblicate sulla stampa locale, con cui contestava l'intervento che il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, on. Gianni Alemanno, ha tenuto a Pachino, domenica scorsa.
"Le dichiarazioni del signor Massenzio - ha dichiarato l'on. Nicola Bono - mi odorano molto di polemica politica e paiono del tutto strumentali. In primo luogo non si capisce a che titolo avrebbe parlato a nome anche di altri presunti numerosi, quanto non meglio precisati agricoltori, in quanto sia quelli presenti, che la stragrande maggioranza della categoria, che ben conosco e difendo da anni, mi risultano molto soddisfatti della visita del Ministro e, in particolare, degli impegni che ha assunto. Invece di prendere atto che quella di Alemanno di domenica è la terza visita a Pachino, dimostrando una attenzione mai espressa da alcun altro Ministro della Repubblica, si tenta di sminuire la valenza di una presenza che invece è stata di grande rilevanza. Ma, alle argomentazioni, anche di un singolo cittadino, è giusto comunque rispondere, anche per evitare interessate mistificazioni della verità dei fatti. Riguardo alle accuse di presunto deficit di tutela verso le produzioni certificate Igp, rilevo la loro assoluta inconsistenza. Infatti, non rispecchiano la verità dei fatti che, al contrario, evidenzia il grande lavoro preparatorio fin qui compiuto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali in materia. Oggi, infatti, si sono poste le basi, prima mancanti, per rendere efficaci i controlli ed assicurare da qui in avanti una reale tutela del "prodotto tipico". Grazie all'impegno del Ministro Alemanno, l'Italia può oggi contare, per la prima volta, su un coerente regime legislativo di sanzioni contro le infrazioni alle regole di produzione e commercializzazione di prodotti certificati Dop e Igp, che ha individuato nell'Istituto Centrale Repressione Frodi del Ministero, l'autorità competente per l'emanazione di specifiche sanzioni. Grazie a questa recentissima normativa, oggi esiste, infatti, la specifica denuncia per uso improprio delle denominazioni d'origine, con sanzioni che sono anche proporzionate ai quantitativi contraffatti messi in vendita mentre, prima di tale quadro legislativo, gli ispettori potevano arrivare a denunciare questo tipo di infrazione solo come generiche frodi in commercio".
"La reale tutela dei prodotti certificati - ha aggiunto il Sottosegretario - ha dunque bisogno solo dei tempi "tecnici" necessari alla sua concreta applicazione. E proprio la sede siciliana dell'Icrf, ad esempio, ha già organizzato il piano dei controlli per il 2006, che, a differenza del passato, potrà sicuramente venire incontro alle esigenze dei produttori e, conseguentemente, dei consumatori. Ovviamente la nuova disciplina riguarderà tutte le regioni italiane, dove spesso si delocalizza la falsa produzione di prodotti Igp come il "pomodoro pachino". Se a ciò si aggiunge la disponibilità di circa 94 milioni di euro decisa dal CIPE per l'attuazione di progetti mirati alla commercializzazione, valorizzazione e tutela attiva dei prodotti di qualità, si ha ben chiaro come il Ministero attui concretamente una strategia, che non può non dare utilissimi risultati, proprio alle nostre produzioni. Altrettanto strumentale è la denuncia sulla mancanza nei programmi, da parte dell'Unione Europea, di uno specifico piano di tutela dell'agricoltura delle province di Ragusa e Siracusa. La strumentalità nasce dal fatto che tali piani sono proposti dall'Unione Europea sulla base di richieste elaborate dai produttori locali con l'intervento, decisivo e fondamentale, delle Regioni. Accusare il Ministero di manchevolezze in materia, appare immotivato, oltre che ingiusto e fuorviante. Semmai, c'è bisogno di un maggiore coordinamento tra i vari soggetti interessati. Ad esempio, sarebbe auspicabile, in questo senso, l'elaborazione, da parte dei produttori locali, di una proposta mirata per un piano di tutela dei loro prodotti. In questa direzione, dò la mia personale disponibilità a collaborare, ai fini dell'opportuna realizzazione di una strategia di tutela delle nostre produzioni in campo UE".
"Riguardo ai problemi previdenziali dei lavoratori dell'agricoltura - ha concluso Bono - la materia comporta un esborso per le casse dello Stato di circa 400 milioni di euro, ed è una battaglia sposata in pieno dal Ministro Alemanno e da Alleanza Nazionale, che devono per altro confrontarsi con le contingenze politiche e la crisi economica corrente. Nonostante ciò, la proposta di condono è già stata formalizzata e sarà esaminata dal Senato nella seduta del prossimo martedì, 24 gennaio. Se approvato, sarà possibile accedere alla sanatoria dei carichi contributivi maturati fino al 31 ottobre 2005, compresi i contributi cartolarizzati, senza pagare interessi di mora o sanzioni, ma semplicemente una somma pari all'importo dovuto, da versare in rate semestrali, fino al 2030".