Il Sottosegretario Nicola Bono ha dichiarato a Parigi, durante un"affollata conferenza stampa, l"annullamento di tutte le manifestazioni in programma e il rientro immediato in Italia di tutta la delegazione, da lui guidata.
La decisione è stata assunta perché si è dovuto prendere atto che né gli organizzatori della Fiera, né il Governo francese hanno adottato alcuna misura per tutelare la sicurezza della delegazione italiana e dei suoi ospiti e comunque consentire il normale esercizio del loro diritto istituzionale ad espletare le attività connesse all"inaugurazione del padiglione italiano della Fiera del libro di Parigi. Inoltre, tale decisone è stata presa perchè sia gli organizzatori che il Governo francese hanno affermato di non poter garantire, nelle successive manifestazioni, elementari livelli di sicurezza.
Le dichiarazioni di scusa che sono state presentate per l'accaduto da Madame Tascà non sono state considerate sufficienti per scongiurare la decisione di ritirare la delegazione.
Bono ha terminato precisando che non è in discussione il diritto dei manifestanti bensì il fatto che non è stato coniugato tale diritto a quello" altrettanto meritevole di tutela dell'esercizio del ruolo istituzionale ai rappresentanti di Governo di un paese amico e alleato.
Non di una fuga quindi si tratta che, ha sottolineato Bono ha, il Governo italiano non avrebbe in alcun modo scelto, ma della presa d'atto da un lato dell'inesistenza di condizioni di agibilità e dall'altro dell'esigenza di non concorrere a danneggiare una manifestazione che è stata concepita a tutela degli interessi degli editori e degli autori italiani. Tale determinazione in ogni caso non esclude ulteriori passi del Governo italiano nei confronti di quello francese in ordine alla rilevanza dell'accaduto.