Nicola Bono - Sito Ufficiale

15/03/2010

TAVOLO PROVINCIALE PER L’ECONOMIA E LO SVILUPPO - DOCUMENTO UNITARIO

PROVINCIA REGIONALE DI SIRACUSA
Il Presidente
 
TAVOLO PROVINCIALE PER L’ECONOMIA E LO SVILUPPO
DOCUMENTO UNITARIO
 

La situazione economica nazionale e regionale, fortemente condizionata dalla crisi finanziaria mondiale, ha avuto pesanti ripercussioni anche nella nostra provincia.
Appare, quindi, opportuno fare un quadro preciso della condizione in cui versa sotto il profilo economico e sociale il territorio della provincia di Siracusa, ed avviare un percorso che consenta di individuare metodi ed obiettivi condivisi, che siano in grado di creare le condizioni per un effettivo rilancio economico, produttivo ed occupazionale.
Pertanto, è stato istituito il Tavolo per la concertazione delle strategie economiche della provincia di Siracusa che in breve tempo ha definito una piattaforma progettuale per individuare interlocutori istituzionali, risorse necessarie e modalità gestionali di un complesso progetto di rilancio del territorio provinciale siracusano.
E’ stato altresì individuato l’elenco delle questioni su cui avanzare proposte di merito e, in particolare:

1.    Accordo di programma sulla chimica;
2.    Individuazione dei vari progetti di investimento già in essere e non ancora avviati;
3.    Piano di risanamento e relativa tempistica degli interventi;
4.    Politiche turistiche e attività relative alla cabina di regia;
5.    Situazione del credito ed analisi delle iniziative a sostegno delle esigenze finanziarie dei settori produttivi;
6.    Problematiche della piccola e media impresa e del settore agricolo e individuazione delle possibili soluzione ad esse afferenti;
7.    Infrastrutture per i trasporti, rapporti con le FF.SS. e valutazione di tempi e modalità di attuazione del Piano per la rifunzionalizzazione delle strade provinciali;
8.    Attività della Pubblica Amministrazione con particolare riguardo al settore degli investimenti e valutazioni relative alle modalità e ai tempi per i pagamenti.

La nostra provincia non parte da una condizione di totale azzeramento di strategie e progettualità, al contrario ci sono molte questioni già avviate, ma manca una visione unitaria e una metodologia condivisa per far sì che la progettualità possa produrre risultati concreti.
Obiettivo del Tavolo provinciale per l’Economia, dopo svariate riunioni sia plenarie che dei Tavoli monotematici, è la definizione dell’auspicata visione unitaria e la messa a punto di una metodologia condivisa che, una volta approvata dagli Stati Generali dell’Economia, costituirà la guida per le azioni che dovranno intraprendere congiuntamente e nell’ambito delle rispettive responsabilità e competenze i nostri esponenti di governo nazionale e regionale, la deputazione nazionale e regionale, gli Enti locali, le associazioni di categoria e, in genere, tutti i soggetti pubblici e privati a qualsiasi titolo impegnati nelle attività economiche e produttive.

1)    ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA CHIMICA
L’Accordo di Programma per la qualificazione e la reindustrializzazione del polo petrolchimico di Priolo è stato sottoscritto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il 21 Dicembre 2005.
L’Accordo di Programma è articolato su quattro direttrici fondamentali:
1.    eliminazione e dismissione di tutte le produzioni non competitive sul mercato e incompatibili con la tutela della salute e dell’ambiente;
2.    risanamento e bonifica di tutte le aree dismesse affinché possano essere riutilizzate nel processo di reindustrializzazione previsto nell’accordo;
3.    consolidamento e sviluppo della petrolchimica sostenibile sul piano ambientale, rappresentata dagli attuali cicli produttivi dell’etilene, polietilene e aromatici;
4.    consolidamento di un grande polo energetico e di raffinazione, innovato tecnologicamente e a più basso impatto ambientale.
Ad oggi risulta integralmente realizzato il punto 1, con la dismissione del ciclo del cloro (che include il clorosoda a mercurio) e dei polioli della DOW (saldo occupazionale negativo di 1000 unità tra lavoratori diretti e indotto).
Risultano, altresì, attuati buona parte degli impegni che a suo tempo erano stati assegnati al territorio, come lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) che è operativo dal mese di febbraio 2009, uno dei pochi in Italia ad essere stato attuato con una modalità a rete, avendo collegato gli Sportelli di tutti i Comuni e di tutte le entità pubbliche e private interessate ai processi produttivi.
Va, pertanto, perfezionata ed implementata l’esperienza dello SUAP, invitando gli Enti inadempienti (Comune di Priolo e Melilli) ad approntare quanto di loro competenza, per consentire l’effettivo integrale funzionamento di uno strumento che razionalizza i processi di autorizzazione delle attività produttive, semplificando i processi amministrativi ed aumentando le potenzialità di attuazione di nuovi investimenti nel nostro territorio.
Il territorio provinciale, quindi, nelle sue varie articolazioni, ha dato il suo contributo forte all’attuazione dell’Accordo di Programma ed è arrivato anche a verificare la disponibilità dell’Italkali alla realizzazione dell’impianto di clorosoda, seppur sulla base di una precisa serie di impegni da realizzare.
Rimangono, invece, ancora da verificare gran parte degli altri 3 obiettivi, per i quali in questi 4 anni non si è registrato alcun significativo passo in avanti, sia sull’avvio delle bonifiche che sugli investimenti, pubblici e privati, utili al processo di reindustrializzazione, di consolidamento e sviluppo della chimica e del polo energetico.
Occorre, quindi, verificare con il Governo Nazionale e l'ENI la conferma degli impegni sottoscritti nel 2005 per la realizzazione del Cracking e la conseguente conferma dell'erogazione dei finanziamenti concessi a suo tempo in 160 milioni di Euro (80 milioni dal Ministero dello Sviluppo Economico e 80 milioni dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – MEF).
Risulta, invece, confermata la previsione di finanziamento della Regione Siciliana (60 milioni).
La Provincia Regionale di Siracusa, in tal senso, ha riproposto, lo scorso 14 ottobre, al Ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, la richiesta per un incontro in tempi brevissimi a Roma per riprendere le fila del confronto ed istruire la proposta per il successivo incontro a Palazzo Chigi. La stessa è stata inviata al Presidente del Consiglio per conoscenza.
Appare, pertanto, essenziale tornare al tavolo di confronto con il Governo nazionale per fare il punto, valutare gli ostacoli che hanno impedito la realizzazione dell’accordo e rilanciarne i punti qualificanti che possono essere riassunti nella realizzazione di: 1) un impianto utilizzatore di una parte dell’etilene prodotta a Priolo, (l’accordo prevedeva un impianto di produzione di glicol etilenico il cui progetto, dopo aver ottenuto il visto di fattibilità dal Ministero dello Sviluppo Economico, non è mai passato alla fase attuativa); 2) l’impianto di clorosoda a membrane, alla cui realizzazione sembra essere interessata l’Italkali, della capacità di 30.000 ton/anno di cloro, destinata alla domanda dei cloroderivati inorganici (candeggina e acido muriatico) delle regioni meridionali; 3) lo sviluppo del polo energetico, attraverso gli investimenti già proposti da soggetti privati, vedi rigassificatore e biodiesel; 4) il Parco Industriale, con l’obiettivo di favorire la nascita di PMI ad elevato contenuto innovativo. A tale scopo era prevista la costituzione di una società partecipata dalle imprese e dagli enti locali e in tale ambito anche la nascita di un incubatore di impresa; 5) il riconoscimento del distretto tecnologico nel settore chimico-petrolifero e ambientale da parte della Regione e del Miur, collegato alla costituzione di un centro ricerche; 6) il rilancio del polo metalmeccanico per le aree di Punta Cugno e Marina di Melilli, con la reale disponibilità dei 30 milioni di euro previsti dall’accordo di programma.
Per perseguire questi obiettivi, occorre impegnare il Ministro Prestigiacomo e la deputazione nazionale siracusana, non solo per sollecitare la convocazione, al più presto, a Roma del Tavolo per la Chimica ma, altresì, per sostenere le proposte e confermare le risorse a suo tempo promesse.
Sempre a carico della deputazione nazionale e regionale interventi mirati nei confronti del Governo regionale e del Miur per il riconoscimento del Distretto Tecnologico nel settore chimico petrolifero e la costituzione di un centro per la ricerca scientifica.
La deputazione regionale, inoltre, dovrà verificare insieme alla Provincia Regionale di Siracusa e alle associazioni rappresentative del settore industria, le possibilità del rilancio del polo metalmeccanico per le aree di Punta Cugno e Marina di Melilli.
Per quanto riguarda, invece, l’impianto di clorosoda a membrane, la Provincia Regionale di Siracusa dovrà farsi carico di definire con Italkali nel dettaglio le condizioni per l’avvio dell’impianto di clorosoda a membrane e, altresì, sempre a carico della Provincia Regionale di Siracusa la verifica con ENI ed Erg del progetto di Parco Industriale.
OBIETTIVI    REFERENTI    RISORSE
Obiettivi Accordo di Programma (art. 5)    Ministro Prestigiacomo e deputazione nazionale e regionale    € 220 milioni
Bilanciamento Cracking ed Impianto di clorosoda a membrane (punti 5.2 e 5.3)    Provincia Regionale di Siracusa    € 140 milioni
Distretto Tecnologico - Centro per la Ricerca Scientifica e Progetto di Parco Industriale con Eni ed Erg (punti 5.4 e 5.5)    Deputazione nazionale e regionale - Provincia Regionale di Siracusa    € 80 milioni
INFRASTRUTTURE
Polo metalmeccanico per le aree Punta Cugno e Marina di Melilli (punto 7.2)    Deputazione regionale    € 30 milioni
(70% Stato e 30%  ASI)

Qualora alcuni di questi impegni non fossero oggettivamente perseguibili, è chiaro che occorrerà  revisionare l'Accordo in una forma più stringente, dai contenuti rinnovati, con un nuovo piano di lavoro, definendo obiettivi di medio periodo e traguardi operativi, attribuendo chiaramente a ciascun firmatario impegni da assumere, associati ad una chiara tempistica di realizzazione, purché nel quadro del mantenimento delle originarie risorse e con l’obiettivo di incrementare i livelli occupazionali.


2)    PROGETTI DI INVESTIMENTO GIA' IN ESSERE E NON ANCORA AVVIATI
Problematiche del Settore Opere Pubbliche e dell’Edilizia
Nell'ambito delle iniziative dirette a rilanciare lo sviluppo economico del territorio, occorre avviare tutte le azioni e la progettualità delle opere previste nei Piani Triennali delle Opere Pubbliche 2009-2011 di Provincia e Comuni.
In tale contesto, l'Amministrazione provinciale e le amministrazioni comunali ritengono di dare priorità a quelle opere e/o progetti di natura ambientale, culturale, commerciale, produttive che possano dare un impulso notevole allo sviluppo economico e già inserite nel suddetto Piano Triennale delle Opere Pubbliche.
Occorre, quindi, rimuovere tutti gli ostacoli di ordine burocratico ed eventualmente anche di ordine economico-finanziario che impediscono o ritardano l’appalto dei lavori delle opere cantierabili e programmate nella zona industriale quali il Rigassificatore ed il Termovalorizzatore, la riqualificazione e la manutenzione delle strade di ogni livello, il recupero di edifici pubblici di interesse storico-architettonico, la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, ecc.) e la riqualificazione urbana.
E’ ovvio che occorre, in tal senso, che tutte le opere previste e da realizzare prevedano i massimi livelli di sicurezza possibili coniugati a livelli di massima eco sostenibilità.
In tal senso, sarà estremamente importante definire al più presto le procedure di approvazione del Piano Territoriale Provinciale, verificare il minor impatto ambientale possibile delle nuove iniziative produttive e concordare tutte le possibili forme di compensazione a favore del territorio.
E’ necessario, pertanto, sciogliere i nodi riguardanti il Rigassificatore, sulla scia delle modalità attuate dalla Provincia Regionale di Siracusa. Sollecitare tutti i soggetti pubblici a definire la propria posizione, quantificando i benefici da richiedere a compensazione del nuovo impianto produttivo. Definire percorsi veloci per valutarne la effettiva possibilità di realizzazione di eventuali altri impianti produttivi di rilevante valenza economico-sociale.
Per quanto riguarda i progetti di investimento già in essere si ravvisa l’esigenza di mantenere il Tavolo provinciale dell’Economia, in forma permanente, tra gli EE.LL. quale strumento idoneo a monitorare ed intervenire per ogni eventuale rimozione di ostacoli alla realizzazione dei progetti di investimento già in essere o da concretizzare in futuro.
Tale funzione si estenderà anche all’ipotesi di utilizzo dei fondi UE e, quindi, all’apertura di una interlocuzione stabile con le autorità regionali.
Occorre, inoltre, rivitalizzare la spesa regionale in materia di opere pubbliche, rimuovendo i ritardi nello svolgimento delle gare mediante predisposizione di un modulo unico per le autodichiarazioni.
Occorre, inoltre, accelerare l'approvazione "prezziario sicurezza" presso l’Assessorato Regionale ai LL.PP., prevedendo un condivisibile criterio per la compensazione alle imprese per l'incremento dei costi dei materiali per i lavori in corso di realizzazione; rimodulare il livello dei mutui per investimenti nell’Edilizia residenziale agevolata, nonché riproporre una nuova normativa in materia urbanistica e gestione del territorio, avviando il Piano Casa regionale e definendo un piano di interventi di recupero e messa in sicurezza del patrimonio edilizio scolastico.
Un altro aspetto su cui si dovranno trovare idonee soluzioni è quello relativo al fatto che le aziende stanno manifestando da diversi mesi un sistematico decremento delle commesse, soffrendo in maniera particolare l'impotenza nella contrattazione con i fornitori, che propongono ed impongono revisioni di prezzo anche importanti, dovendo far fronte a continui rialzi dei costi delle materie prime e sono deboli di fronte alle grandi filiere.
E’ necessaria, quindi, una linea preferenziale per le forniture e gli appalti inferiori a 150 mila € per favorire la partecipazione alle imprese artigiane. Rilanciare le aree artigianali di Priolo e Carlentini che non riescono a decollare.
In tale contesto, il Tavolo provinciale si offre alla concertazione permanente con le organizzazioni dell'artigianato maggiormente rappresentative per la destinazione dei fondi del POR 2007-2013,  favorendo sia la formalizzazione di bandi di gara per l'affidamento di opere pubbliche e sia la gestione condivisa di centri servizi, inseriti in contesti artigianali e/o industriali.
Tra le attività del Tavolo provinciale permanente dell’Economia vi è il monitoraggio e la quantificazione delle disponibilità finanziarie dei vari Enti Pubblici per definire gli appalti sotto la soglia UE, che permette di evitare le lungaggini della gara europea, e predisporre corsie preferenziali per avviare subito i lavori.
Con le amministrazioni comunali, limitatamente a quelle interessate al sisma del ’90, il Tavolo provinciale deve anche fare il punto sui fondi ancora non erogati dalla Regione, soprattutto per quanto riguarda la ristrutturazione o ricostruzione di edifici pubblici; l’obiettivo è chiedere  alla Regione la rimodulazione delle somme sui progetti e renderli immediatamente cantierabili.
In tal senso, si dovrà richiedere il coinvolgimento attivo della deputazione regionale.
Per quanto riguarda invece gli investimenti previsti nell’area industriale, è bene ricordare che allo stato attuale siamo in presenza di progetti bloccati, tra risorse pubbliche e risorse dei privati, di circa 2020 milioni di euro, così suddivisi:  a) 160 milioni di Euro (Stato) per L’Accordo di programma; b) 60 milioni di Euro (Regione) per L’Accordo di Programma; c) 770 milioni di Euro per interventi di bonifica; d) 800 milioni di Euro (Erg-Shell) per Rigassificatore; e) 200 milioni di Euro (Gruppo Erg) per l’impianto di produzione idrogeno - 3a linea gassificatore di Isab Energy – mensa aziendale di Isab Nord; f) 30 milioni di Euro (Ecoil) imp. per la produzione di Biodiesel.
E’ necessaria ed urgente la verifica dei progetti e degli investimenti a breve e a lungo termine in funzione delle prime avvisaglie della crisi dei settori strategici, quale ad es. la drastica riduzione dei finanziamenti alle infrastrutture disposta nell'arco delle prossime leggi finanziarie in discussione in Parlamento Nazionale e Regionale.
Occorre, soprattutto, rilanciare quanto contenuto nel protocollo sugli appalti pubblici in relazione alla limitazione del criterio del massimo ribasso attraverso l'introduzione di criteri di qualità e trasparenza.
Occorre, inoltre, lo sblocco immediato del Patto di Stabilità interno per gli EE. LL. perché partano subito le opere pubbliche ed in tal senso si riavvii il processo di rilancio dell’Economia.
A tale scopo, occorre mobilitare la deputazione nazionale.

3)    PIANO DI RISANAMENTO
Le notevoli modifiche degli ultimi 20 anni sugli assetti delle produzioni hanno determinato un profondo cambiamento del nostro polo industriale che, da prevalentemente chimico e petrolchimico degli anni ’70, si è trasformato gradualmente in un polo energetico con una significativa presenza della petrolchimica.
Il risanamento ambientale e la bonifica delle aree dismesse costituisce la condizione per ricucire il rapporto tra l’industria e il territorio e superare la diffidenza, che in alcuni casi è diventata ostilità, delle popolazioni nei confronti dell’industria.
Costituisce anche la premessa indispensabile per avviare un processo di reindustrializzazione e di insediamento della piccola e media impresa.
Per realizzare un piano di bonifiche e di risanamento dell’intera area è stato siglato a Novembre al Ministero dell’Ambiente un accordo tra il Governo nazionale, il Governo regionale, gli Enti locali interessati e le imprese, accordo che prevede un investimento di 770 milioni di euro.
Per l'attuazione del Piano di Risanamento Ambientale è richiesta un'azione integrata ed unitaria dello Stato, della Regione Siciliana e degli Enti Locali interessati ed inoltre una cooperazione organica con le principali industrie operanti nella zona.
Anzitutto occorre verificare lo stato dell'Arte della realizzazione del Piano, alla luce anche dell'ultima Conferenza dei Servizi del 1 Ottobre e dell’individuazione delle azioni che competono al territorio, a sostegno della veloce realizzazione del Piano, nonché delle interlocuzioni regionali e nazionali da assecondare per il raggiungimento del medesimo obiettivo e la verifica dei comportamenti dei soggetti privati interessati.
Infatti, nell’incontro del 1° ottobre scorso, tenutosi a Roma presso il Ministero dell’Ambiente, si è evidenziato come, proprio a causa dei continui ricorsi avanzati da alcune aziende private, le operazioni di bonifica delle aree devono ancora essere avviate, causando un forte ritardo nell’attuazione del PRA.
Ma è stata prospettata la possibilità, prevista nell’Accordo, che lo Stato intervenga sostituendosi ai soggetti privati.
A tal proposito, il Tavolo provinciale per l’Economia è opportuno che svolga anche la funzione di  Osservatorio permanente per monitorare lo stato di attuazione del PRA, di cui faranno parte anche le associazioni ambientalistiche.
Infatti, per avviare un processo di reindustrializzazione e di insediamento della piccola e media impresa, va affrontato il tema della disponibilità di aree bonificate, su cui occorre richiamare l’ENI, che ne detiene in larga parte la titolarità, al rispetto dell’impegno assunto con il governo di favorire nuovi insediamenti con la cessione delle aree ad un prezzo concordato.
In tal senso, occorre immediatamente definire con Eni una convenzione che assicuri il rispetto di tale vincolo.
Una particolare attenzione sarà dedicata alla bonifica dei fondali della rada di Augusta, cogliendo la grande opportunità offerta dal rinnovo dell’Autorità della Porto Authority che, dopo anni di commissariamento, si avvia ad una gestione normale l’attività di gestione dell’importante struttura portuale.
E’, infatti, un intervento indispensabile per realizzare l’obiettivo del porto hub, e la bonifica delle aree dismesse, indispensabile per il processo di reindustrializzazione ed insediamento della piccola e media impresa.
Con il Ministero dell’Ambiente appare opportuno fare il punto sul tema amianto nel nostro territorio, sia per gli aspetti legati allo smaltimento e alla bonifica che per gli aspetti legati ai benefici previdenziali, ancora negati ai lavoratori dell’intera area industriale.
In tal senso, occorre un coinvolgimento necessario della deputazione nazionale.
Obiettivo complessivo, quindi, del Tavolo provinciale dell’Economia è realizzare una politica della sostenibilità ambientale che non dimentichi gli insediamenti industriali, puntando sulla riqualificazione dell'esistente e privilegiando la qualità rispetto alla quantità. Occorre puntare su uno sviluppo sostenibile attraverso lo sviluppo dell'ambiente, delle infrastrutture eco compatibili, le energie pulite, l’efficienza del piano energetico ed utilizzando ogni possibile risorsa, ivi comprese quelle derivanti da una sostanziale modifica del Patto di Stabilità interno.

4)    POLITICHE TURISTICHE  e attività relative alla cabina di regia
    Oggi il mercato del turismo è sempre più selettivo e maturo e richiede vere e proprie politiche di marketing, tese a tracciare in modo chiaro e riconoscibile l'identità del prodotto turistico locale. Occorre rafforzare il "prodotto", valorizzando in modo integrato i vari punti d'eccellenza e i diversi anelli della filiera.
    In relazione alle politiche turistiche, è necessaria, quindi, la conferma della strategia avviata con l'istituzione della Cabina di regia del Turismo attraverso, anzitutto, la definizione di una Convenzione tra Provincia e Comuni per avviare una programmazione unitaria della promozione del Turismo Provinciale.
    Nell’ambito di un programmazione almeno triennale unitaria provinciale è necessaria sia l'individuazione delle Borse Turistiche a cui in forma unitaria si dovrà partecipare, sia l’elaborazione del calendario unico degli eventi quale strumento importante di attrazione turistica attraverso le politiche di intrattenimento, nonché l’organizzazione di strutture associative per la commercializzazione unitaria dei posti letto della Provincia, e la conseguente definizione di specifici pacchetti turistici con obiettivo soprattutto di agevolare le azioni finalizzate alla destagionalizzazione.
    Occorre, quindi, l’organizzazione, coordinata dalla Provincia Regionale, di incontri mirati alla promozione turistica del territorio, con Tour Operator nazionali ed esteri appositamente selezionati, nonché con la presenza di giornalisti Italiani ed Esteri esperti del settore per la promozione e valorizzazione del territorio.
    Occorre puntare, con il coordinamento della Provincia con l’impegno di tutti i Comuni oltre che dell’Azienda delle Foreste Demaniali, all’individuazione delle ipotesi di miglioramento dei servizi ai turisti in particolare con riferimento ai trasporti, individuando una serie di collegamenti tra i centri abitati e le località interessate sotto il profilo della fruizione turistica, in modo da consentire ai visitatori sprovvisti di mezzi propri di godere di una sostanziale autonomia di movimento.
    Sempre con l’impegno della Provincia ed il coordinamento degli Enti Pubblici locali, occorre studiare un'ipotesi di una CARD turistica che consenta l'accesso ai monumenti e la fruizione dei vari servizi, anche di trasporto, oltre ché l’eventuale ottenimento di sconti pre-concordati con negozi ed esercizi in genere convenzionati.
    In tale contesto, la Provincia Regionale di Siracusa intraprenderà una campagna di promozione e informazione  turistica per la valorizzazione di tutte le realtà turistico-culturali, ambientali ed agricole  all’interno della provincia.
    Nell’individuare una piattaforma comune di politica territoriale turistica che coinvolga tutti i comuni della Provincia, si punterà al sostegno di una politica di stimolo, soprattutto nei confronti dell'imprenditoria giovanile, mirata alla creazione di consorzi, associazioni, cooperative, che possano essere in grado di rilanciare i prodotti tipici locali "di nicchia", oltre ché la possibilità di sostenere la costituzione di unioni volontarie di imprenditori.
    Quindi, nell’ambito di un "sistema locale dell'offerta turistica" omogeneo, particolare attenzione sarà dedicata alla migliore organizzazione dei servizi, della mobilità urbana ed extraurbana, un piano razionale di aree destinate a parcheggio e complessivamente la ricerca di un livello più elevato della qualità dell'accoglienza.
    Nell’ambito del sostegno alla filiera turistica appare opportuno individuare ipotesi di sviluppo del “Turismo Verde” (Agriturismo, fattorie didattiche, percorsi eno-gastronomici, ecc.), anche attraverso la partecipazione e la promozione delle Imprese agricole ed agroalimentari ad eventi e Fiere specialistiche italiane ed internazionali.
    Tra le ipotesi, occorre approfondire la possibile creazione di un distretto per il turismo in ambito rurale che coinvolga le aziende agrituristiche, quelle che si dedicano alla vendita diretta dei prodotti tipici e tradizionali, quelle operanti nell’ambito del turismo rurale, l’azienda delle Foreste Demaniali, le dimore storiche, le ville e i casali, le riserve e le zone protette per la definizione di percorsi turistici alternativi da valorizzare e promuovere nell’ambito delle campagne dell’Assessorato Turismo, tra cui anche il coordinamento delle attività mirate all’educazione alimentare frammentata in molteplici progetti che fanno capo a Comuni, Province, Scuole, Assessorati, apportando un risparmio delle risorse economiche e maggiore efficacia nella divulgazione.
    Appare urgente, inoltre, completare da parte della Provincia Regionale di Siracusa le azioni relative all’assorbimento delle funzioni in precedenza assolte dalle disciolte APIT, tra cui la rilevazione e la elaborazione dei dati delle presenze turistiche.
    Appare, altresì, urgente dare vita ad un portale della provincia in grado di esporre l’offerta turistica complessiva del territorio. In tal senso, bisogna accelerare l’attività già avviata dalle associazioni professionali di categoria che, insieme alla Provincia Regionale, hanno in fase di avanzata realizzazione strutture finalizzate ad avanzati livelli promozionali.
    Un altro impegno a carico della Provincia dovrà essere una ancora più puntuale attività di controllo efficace sulle attività alberghiere in generale e dei B&B in particolare, anche creando un marchio di qualità dei servizi di ristorazione e alberghieri.
    Uno strumento più partecipativo e paritetico è la “Cabina di regia del turismo permanente”, nella quale tutti gli attori operanti nel settore possano avere voce.
    Dovrà essere, altresì, approfondita l’ipotesi della istituzione dello Sportello per la Tutela del Turista.

5)    SITUAZIONE DEL CREDITO ED ANALISI DELLE INIZIATIVE A SOSTEGNO DELLE ESIGENZE FINANZIARIE DEI SETTORI PRODUTTIVI

    L'accesso al credito rappresenta una vera emergenza. Le piccole imprese riscontrano sempre più il grave peggioramento delle condizioni di accesso ai finanziamenti bancari, il mancato ribasso dei tassi rispetto a quelli di riferimento della BCE, mentre il divario tra i tassi sui prestiti pagati da imprese e l'Euribor è più che raddoppiato.
    A frenare le imprese non è solo il costo del denaro ma anche le peggiorate condizioni per ottenerlo, quali richieste di maggiori garanzie, allungamento dei tempi delle procedure burocratiche, richieste ingiustificate di rientro anticipato degli affidamenti.
    Se viene a mancare il credito tantissime imprese non ce la faranno ad arrivare all'appuntamento con la ripresa.
    Adesso ci attendiamo che tutti i provvedimenti per la liquidità diventino operativi ed efficaci e che si traducano in maggior credito alle imprese.
Trasparenza rating e revisione dei parametri fissati da Basilea 2
    Di fronte al rischio di una stretta creditizia da parte delle Banche, le imprese hanno chiesto ai rappresentanti degli Istituti di credito una maggiore attenzione al rapporto di  partnership improntato alla trasparenza, informazione e negoziazione valutando conseguenti operazioni di ristrutturazione dei debiti;
    Occorre operare per una moratoria delle regole di basilea 2, possibilmente calibrate alla realtà siciliana in relazione al costo del denaro e dei servizi collaterali ed, in tal senso, occorre impegnare la deputazione nazionale e regionale che, ai rispettivi livelli istituzionali, ottenga un alleggerimento dei vincoli di credito.
    Il Tavolo provinciale dell’Economia assume l’onere di monitorare e vigilare sui comportamenti degli Istituti di credito in merito alle intese sottoscritte fra ABI e associazioni imprenditoriali, al fine di evitare interpretazioni restrittive e comportamenti che potrebbero vanificare l'accordo sottoscritto in data 3 agosto scorso.
Rafforzamento Confidi
    Grave appare l'attuale rigidità dell'offerta di credito bancario. Allo stato attuale non è giustificabile l'applicazione di tassi di interesse superiori al 9% praticati dagli Istituti di credito, a fronte di un tasso di riferimento della Banca europea pari all'1%.
    Gli Istituti di Credito, pur convenzionati, nicchiano nelle istruttorie per l'accesso al credito da parte delle imprese. In tal senso, il Tavolo provinciale dell’Economia dovrà impegnarsi per individuare percorsi finalizzati a tutelare i diritti delle imprese.
    E' necessario che cambi il ruolo delle Banche, attraverso una collaborazione reale tra istituti di credito e Pubbliche amministrazioni che spinga verso l'erogazione di microcredito a specifiche categorie di Clienti definiti “non bancabili”, non rispondenti cioè ai minimi requisiti per godere del diritto di accesso al credito quali studenti, giovani, anziani, precari, famiglie con disabili o colpite da gravi malattie, al fine di fronteggiare il problema dell'esclusione sociale ed arginare fenomeni di criminalità e piaghe come l'usura.
    Insostituibile è l’accesso al credito per le PMI con iniziative che portino all'aumento delle garanzie, in modo da rendere meno rischiosa la concessione del prestito stesso.
    In tal senso, appare importante implementare la funzione, già istituita da un iniziativa della Provincia Regionale di Siracusa e della Camera di Commercio, del fondo di rotazione finalizzato a favorire l'accesso al credito da parte delle imprese e  per il quale, peraltro, è stato firmato il 10 novembre scorso il relativo protocollo attuativo.
    Sarebbe auspicabile l’approvazione di una norma che consenta  l’abbattimento degli interessi per le giovani imprese e per le micro-imprese che investono in innovazione tecnologica e/o ricerca e sviluppo ed, in tal senso, si dovrà attivare la deputazione nazionale e regionale.
    Centrale appare l’obiettivo di contrasto all’usura e ai fenomeni legati al racket delle estorsioni e, pertanto, il Tavolo provinciale dell’Economia dovrà impegnarsi in una costante azione di monitoraggio e di raccordo con istituti bancari, associazioni di categoria e amministrazioni locali, al fine di agevolare prestiti a basso tasso di interesse.      
    E’ necessario un tempestivo intervento a livello regionale per trovare le adeguate risorse per l’impinguamento dei relativi fondi di rotazione degli Ist. Reg. del credito agevolato (CRIAS, IRFIS e IRCAC). In tal senso, dovrà attivarsi la deputazione regionale.
    Una ulteriore azione dovrà essere quella di sostenere nuove normative per favorire ed ampliare l'erogazione del credito agrario anche con il sostegno dei Confidi e, più in generale, di definire principi e strategie per un credito capace di dare risposte agli agricoltori.
    Infatti, la situazione finanziaria di migliaia di imprese non consentirà loro, se non immediatamente affrontata, di poter accedere ai fondi strutturali 2007-2013 perdendo così una importante occasione per un definitivo rilancio economico.
    Occorre, altresì, istituire una forma di Credito d’Imposta per il comparto agricolo. In tal senso, dovrà essere impegnata la deputazione nazionale e regionale.
    Il Tavolo provinciale dell’Economia potrà valutare proposte relative alle modalità di gestione, riferite alle imprese artigiane, di forniture ed appalti inferiori a 150 mila Euro.
    Il tavolo provinciale dell’Economia, inoltre, è impegnato all’approfondimento dei seguenti interventi per i quali, di volta in volta, segnalerà, per i rispettivi livelli di competenza, le ipotesi di intervento alla deputazione regionale e nazionale:
1)    Interventi a favore dei Fondi di Garanzia dei Consorzi Fidi per facilitare l’accesso al credito delle imprese agricole per innovazioni tecnologiche e per la sperimentazione privata, come il fotovoltaico;
2)    Ristrutturazione agevolata delle passività agrarie attraverso l’utilizzo di fondi regionali e ISMEA (per il rilascio delle garanzie);
3)    Velocizzazione nell’erogazione dei fondi dello sviluppo rurale e anticipazione agevolata dei pagamenti dovuti agli agricoltori;
4)    Definizione urgente delle erogazioni degli aiuti previsti dal c.d. decreto Omnibus in favore delle imprese agricole danneggiate da calamità naturali.
Consolidamento Passività onerose L. R. 23/08 Art. 8 e Ritardi Pagamenti PA
    Nonostante la firma della convenzione da parte di 6 Istituti di credito, la norma dell’art. 8 della L.R. 23/08 non viene applicata da nessuna di queste strutture. Occorre un incontro risolutivo dell'Assessore all'Industria, con i vertici IRFIS, con le Banche convenzionate per definire gli interventi legislativi necessari a sbloccare questa agevolazione che rischia di rimanere solo sulla carta.
    E’ necessaria la concessione di agevolazioni in conto interessi per il consolidamento di passività onerose. In tal senso occorre impegnare la deputazione regionale per ogni opportuno intervento, anche di carattere legislativo, che consente l’attuazione della virtuosa norma.
    In relazione ai ritardi nei pagamenti della PA, si rileva che dopo l'introduzione della nuova norma di contabilità pubblica, c.d. perenzione amministrativa, che consente alla PA di cancellare dopo soli 3 anni da un capitolo di spesa una somma impegnata, occorre un incontro con i principali gruppi bancari per siglare un accordo che consenta di estendere l'utilizzo dei conti insoluti anche per le fatture in ritardo della PA.
    Occorre, quindi, normalizzare i pagamenti da parte degli Enti appaltanti alle imprese realizzatrici di opere pubbliche, sia rivitalizzando la spesa regionale in materia di opere pubbliche, sia come importi, sia come numero di gare, che rimuovendo i ritardi nello svolgimento delle gare di appalto, anche mediante la predisposizione di un modello unico per le autodichiarazioni.
    In tal senso si ribadisce la contrarietà a qualsiasi ipotesi di accorpamento dell’UREGA di Siracusa  ad uffici similari di altre Province.
    Promuovere l'approvazione del "prezziario sicurezza" all'Ass. Reg. LL.PP.. In tal senso, il Tavolo provinciale dell’Economia procederà all’opportuno monitoraggio e alla segnalazione, per i relativi interventi di sua competenza, alla deputazione regionale.
    Un intervento concertato a tutti i livelli di governo, inoltre, consentirà lo sblocco dei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni. Appare necessaria una modifica normativa relativa alle regole di determinazione del saldo rilevante ai fini del Patto di Stabilità, tendente ad escludere i pagamenti destinati agli investimenti ed ai lavori e/o forniture degli anni pregressi.
    In tal senso, dovrà essere attivata la deputazione nazionale.

6)    PROBLEMATICHE DELLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA E DEL SETTORE AGRICOLO

    Per quanto riguarda l’agricoltura, occorre puntare a forme di promozione e valorizzazione dei prodotti di qualità di cui il territorio provinciale è fortemente caratterizzato.
    Occorre, pertanto, individuare e sostenere apposite strategie sia per quanto riguarda il sostegno di eventi specifici già sperimentati, finalizzati alla valorizzazione del prodotto in loco sia selezionare appositi eventi fieristici a livello nazionale ed internazionale e concentrare le presenze, specie se collegate alla individuazione a possibili canali di sbocco commerciale.
    Sempre per quanto riguarda le attività agricole, occorre analizzare la opportunità dell’istituzione dei c.d. farmer's market (mercati contadini) per favorire l'abbattimento dei prezzi e la filiera corta.
    Per l’artigianato, occorre studiare sostegni per favorire forme di aggregazione tra imprese artigiane ed implementare la loro capacità di interlocuzione nei mercati, realizzando economie di acquisizione delle materie prime.
    Nelle more della redazione del Piano Regionale per gli insediamenti delle grandi strutture di vendita nel territorio siciliano, per quanto riguarda, poi, il commercio al dettaglio, occorre accertare l’eventuale saturazione della provincia per quanto attiene all’ulteriore proliferazione di centri commerciali ed evitare, pertanto, il rilascio di ulteriori iniziative in tal senso.
    La Provincia Regionale di Siracusa si farà carico di coordinare le attività di verifica e di studio delle modalità per impedire che si continui il Far West del rilascio delle concessioni svincolate da valutazioni di opportunità e sostenibilità del territorio, in modo da rispettare la libera concorrenza, introducendo parametri unici regionali di corretto rapporto tra superficie di vendita dei centri commerciali rispetto agli altri punti vendita, con un occhio particolare all’equilibrio degli esercizi vendita al dettaglio all’interno dei centri storici, che  vanno tutelati anche in ragione della complessiva offerta turistico culturale del territorio.
    Un altro aspetto che comporta una modifica alla disciplina del settore è quello dovuto alla necessità di cambiare l’attuale normativa di rilascio delle licenze, che vanno concesse a più soggetti a differenza dell’attuale sistema della licenza unica.
    Su questa questione occorrerà impegnare la deputazione regionale.
    Altresì, la deputazione regionale andrà impegnata per farsi promotrice di una Legge Regionale di disciplina delle attività di somministrazione e ristorazione che semplifichi le procedure, così come di una legge che regolamenti il commercio delle aree pubbliche, in funzione anti-abusivismo e a tutela dei mercati storici siciliani.
    Per quanto riguarda il commercio, appare urgente, altresì, modificare la L.R. 28/99 per dare piena attuazione agli studi d'impatto e, fra questi, a quelli relativi al bilancio d'attrazione e alla spesa attratta.
    In tal senso, occorre impegnare la deputazione regionale.
     Per quanto riguarda sempre l’agricoltura, è stata individuata l’esigenza di una ulteriore proroga delle agevolazioni contributive per i datori di lavoro agricolo operanti in zone montane e svantaggiate – Obiettivo 1 – previste dall’art. 1, c.2, della legge 11 marzo 2006,n.81, che sono state prorogate al 31 dicembre 2009.
    In tal senso occorre impegnare la deputazione nazionale.
    Occorre individuare, altresì, politiche per il potenziamento ed integrazione delle filiere produttive, di incremento delle loro dimensioni organizzative e del processo di internazionalizzazione.
    In particolare, occorre mettere in atto azioni per rilanciare i consumi dei nostri prodotti di qualità sia tipici, Igp – Dop e Doc, che tradizionali attraverso politiche di valorizzazione e promozione, anche individuando modalità per l’acquisto da parte della grande distribuzione, ed in particolare di quella con strutture nel territorio della provincia.
    In tal senso, la Provincia Regionale e le associazioni di categoria metteranno appunto delle proposte operative.
    Un altro aspetto per il miglioramento delle attività agricole è il rafforzamento della concertazione sui bandi del Piano di Sviluppo Rurale (PSR).
    In tal senso, dovrà essere attivata la deputazione regionale.
    Bisogna arrivare speditamente ad una nuova politica per la ristrutturazione finanziaria delle aziende agricole, attraverso una apposita legge di intervento.
    In tal senso, dovrà essere attivata la deputazione regionale e nazionale per le rispettive competenze.
    Interventi per rendere operativa la convenzione con ISMEA per finanziare le PMI agricole siciliane per operazioni di credito agrario da utilizzare per l'acquisto di nuove macchine ed attrezzature, e la trasformazione di passività pregresse in finanziamenti di lunga durata.
    Le superiori iniziative sono a carico della deputazione nazionale e regionale.
    Appare opportuno costituire un osservatorio di vigilanza per il controllo dei prezzi dei prodotti agricoli non solo al consumo, nonché individuare un piano per i controlli fitosanitari su prodotti di importazione, che riesca a coinvolgere i NAS, ICQ, Ministero Salute, Ministero Politiche Agricole, Regioni, Dogane  e possibilmente anche i Comuni per il controllo dei prodotti sulle bancarelle dei mercati rionali.
    Occorre, inoltre, una revisione del Decreto Legislativo n. 102/04 sulle assicurazioni per strutture serricole.
    Anche per queste attività occorre il coinvolgimento della deputazione nazionale e regionale.
    Promuovere la costituzione di Organizzazioni di Produttori che possano contribuire a realizzare il raggiungimento di alcuni obiettivi in ordine alla programmazione delle quantità e qualità, realizzazione delle economie di scala per l’abbattimento dei costi di produzione, gestione collettiva di eventuali crisi di mercato, ed attuare le certificazioni di processo e promuovere presso i punti vendita la tracciabilità e l’origine del prodotto, oltre che azioni tese a favorire il collocamento prioritario delle produzioni agricole locali all’interno della Grande Distribuzione Organizzata.
    In questo senso, occorre il coinvolgimento particolare della deputazione regionale.
    Occorrono, azioni finalizzate al recupero di tutti i contributi derivanti da eventi calamitosi verificatisi dal 2000 in poi fino ad oggi da parte della Regione Siciliana, ivi compresi i contributi previsti per il comparto zootecnico previsti dal comma 16, art. 25, della L. R. 19/2005 relativi all’abbattimento dei capi infetti.
    In tal senso, occorre attivare la deputazione regionale anche per il riconoscimento, da parte della Regione Siciliana, del sistema di identificazione basato sui microchip a tutela del consumatore.
    Importante pare la necessità di prevedere adeguati indennizzi alle aziende zootecniche colpite da zoonosi nonché l’apertura dei centri di ritiro regionali per lo stoccaggio degli animali infetti e di fine carriera.
    Appare, altresì, necessaria la presenza delle rappresentanze agricole all’interno dei comitati di gestione del Consiglio Regionale per la Protezione dell’Ambiente e dei Comitati provinciali e negli Organi di Gestione dei Parchi e delle Riserve.
    Appare anche opportuno al più presto l’emanazione delle valutazioni d’incidenza nelle zone SIC e ZPS, salvaguardando le aree umide demaniali, che consenta il mantenimento e lo sviluppo dell’attività agricola eco-compatibile.
    Anche su questi aspetti occorre il coinvolgimento della deputazione regionale.
    Bisogna avviare strategie più incisive per la lotta alla criminalità nelle campagne.
    In tal senso, la Provincia Regionale si raccorderà con la Prefettura e le Forze dell’Ordine per individuare modalità conseguenti.
    Sono auspicabili iniziative finalizzate alla formazione del commerciante e dell'utente.
    In tal senso, occorre coinvolgere la deputazione regionale per far istituire apposite provvidenze per l’espletamento dei relativi corsi, nonché le modalità di gestione degli stessi per assicurare uniformità di indirizzi su base regionale.  
    Per quanto riguarda il comparto agricolo, è necessario sostenere la commercializzazione delle produzioni agroalimentari locali, attraverso un  forte impulso ai processi di trasformazione in loco delle produzioni.
    Appare, pertanto, necessaria sia l’attivazione di “Tavoli di filiera” per i più importanti comparti agroalimentari sia l'attivazione di un “Tavolo Agroalimentare”, al fine di coinvolgere tutti i soggetti della filiera per la pianificazione e la programmazione degli interventi sull'intero comparto, in un quadro di riferimento generale (Documento Strategico Regionale).
    Importante pare la necessità di predisporre un piano pesca e dell'acquacoltura che sia finalizzato allo sviluppo sostenibile del settore ittico, con l’attivazione del tavolo di partenariato per la definizione del PO per la programmazione e la realizzazione degli interventi del FEP (Fondo Europeo Pesca).
    Per tutelare e valorizzare il patrimonio ambientale e paesaggistico sono necessari interventi mirati sulla forestazione e riforestazione nelle zone montane.
    Per tutti questi interventi, occorre il coinvolgimento, oltre della Provincia Regionale di Siracusa, delle organizzazioni rappresentative di categoria nonché della deputazione regionale.
    Importante, inoltre, l’attivazione dell'ARSEA (Organismo Pagatore Regione Sicilia) in applicazione dell'art. 60 della Legge Regionale n. 14 del 2006.
    Intervenire presso l'Assessorato Agricoltura e Foreste in relazione ai BANDI PSR 2007-2013, creando un Tavolo Tecnico di Consulenza permanente con gli Ordini e Collegi Professionali dei Tecnici Agricoli.
    Anche su questi aspetti occorre il coinvolgimento della deputazione regionale.
    Sollecitare la Regione Siciliana per l’istituzione di un tavolo tecnico con gli industriali ed i rappresentanti degli Allevatori in seno ai Consorzi Provinciali Allevatori per determinare, in relazione alla qualità del latte, un prezzo più equo nonché revisionando il prezziario regionale ed attivando, tra l’altro, la convenzione con ISMEA per le PMI.
    Anche su questi aspetti occorre il coinvolgimento della deputazione regionale.

7)    INFRASTRUTTURE PER I TRASPORTI, RAPPORTI CON LE FF.SS. E VALUTAZIONE DI TEMPI E MODALITA' DI ATTUAZIONE DEL PIANO DI RIFUNZIONALIZZAZIONE DELLE STRADE PROVINCIALI

    Le infrastrutture sono sinonimo di dinamismo, in grado di favorire gli scambi ed i collegamenti.
    Una delle condizioni principali per promuovere lo sviluppo e la competitività del mezzogiorno consiste nel colmare le lacune che lo separano dalle altre aree quanto a dotazione di infrastrutture di collegamento per agevolare i flussi commerciali, turistici ed industriali.
    Nell’attuale assetto infrastrutturale serve una strategia integrata su più livelli che contempli collegamenti viari, ferroviari, portuali, aeroportuali e strutture intermodali necessarie per ottimizzare l’uso combinato dei trasporti e la distribuzione delle merci.
    In particolare, occorre un programma di infrastrutture organico attraverso, anzitutto, il definitivo completamento delle principali arterie autostradali, quali la Siracusa-Catania e la Siracusa-Gela, con relativi raccordi alla viabilità provinciale e con le aree attrezzate esistenti nel territorio provinciale.
In tal senso, gli EE. LL. attiveranno una Task-force per l'avvio di un programma che porti allo sblocco delle Opere Pubbliche e all'attuazione degli strumenti urbanistici, rivalutando l'accordo esistente fra Province di Siracusa, Ragusa e Catania per dar luogo ad un sistema integrato dei trasporti e delle infrastrutture del sud-est.
    Occorre una politica ferroviaria che punti all’ammodernamento delle tratte sia a scopo di incremento turistico, che per il trasporto merce. Occorre, in primo luogo, sollecitare il Governo Nazionale, affinché venga bloccata l’opera di progressivo disimpegno, intrapresa dalle Ferrovie dello Stato che, se portata a compimento, porterebbe all’isolamento delle nostre aree produttive ed al massiccio ricorso al trasporto su gomma, notevolmente più costoso.
    In tal senso occorre mobilitare la deputazione nazionale.
    Il Tavolo provinciale dell’Economia, in raccordo  con la deputazione regionale, dovrà definire con l’Assessorato Regionale ai Trasporti, nonché i responsabili di FF.SS. e Trenitalia regionali, l’Accordo di programma regionale contenente i progetti relativi al collegamento ferroviario veloce tra SR e l'aeroporto di CT nonché le attività legate ai miglioramenti compresi i tratti di doppio binario previsti sulla SR-CT, nonché all’attuazione del progetto, già finanziato dal CIPE, relativo all’ammodernamento e riduzione dei tempi di percorrenza della linea ferrata SR-RG-Gela, peraltro strategica per la intermodalità da realizzarsi con l’aeroporto di Comiso, di imminente entrata in servizio, ed il Porto di Pozzallo.
    Per quanto riguarda i trasporti marittimi, occorre dare massimo incentivo al porto di Augusta per un suo definitivo decollo quale principale porto commerciale della Sicilia Orientale, curandone pertanto tutti i necessari collegamenti con l'Aeroporto di Catania, con la Ferrovia e con l'Asse Autostradale SR-CT che a fine anno sarà definitivamente ultimato. Individuazione e sostegno alle iniziative infrastrutturali necessarie per il collegamento del Porto di Pozzallo con la Ferrovia e con la costruenda Autostrada Siracusa Gela, in una visione che veda i Porti di Augusta e Pozzallo collegati con una moderna intermodalità con l'Autostrada, con la Ferrovia e con gli Aeroporti di Comiso e Catania.
    Sempre nel settore del mare, valutare le iniziative a sostegno dei Porti turistici di Siracusa, Avola, Portopalo di Capo Passero e di tutti quelli che si riterrà utile e opportuno realizzare per la definitiva conferma di Siracusa, quale territorio con una naturale e antica tradizione di sviluppo verso il mare.
    Fondamentale è l’attuazione del Piano di rifunzionalizzazione della rete viaria provinciale, con la conseguente richiesta di tutti i fondi a suo tempo stanziati con la legge Bersani, nonché il definitivo sblocco delle modalità di utilizzo dei Fondi Strutturali per il periodo 2007-2013.
    In tal senso, occorrerà impegnare la deputazione nazionale e regionale per le rispettive competenze.
    Prioritario, inoltre, l’adeguamento, la ristrutturazione e la manutenzione sia ordinaria che straordinaria delle strade provinciali e comunali che attraversano il territorio; una programmazione per  la realizzazione  delle infrastrutture necessarie affinché tutti i comuni della provincia vengano collegati con le strade di grande comunicazione.
    Viene, inoltre, considerata prioritaria la realizzazione delle seguenti infrastrutture:
1) Completamento e apertura dell’asse viario autostradale Siracusa-Catania e l’immediato appalto del tratto Rosolini Modica della Siracusa-Gela, nonché il reperimento delle risorse per il completamento fino a Gela di detta autostrada;
2) Completamento autoporto di Melilli, con relative aree di stoccaggio containers e sosta di autocarri a temperatura controllata;
3) Miglioramento e messa in sicurezza della viabilità provinciale tra i comuni e dai comuni verso i siti di interesse turistico;
4) Velocizzazione della tratta ferroviaria Siracusa-Catania, e finanziamento del doppio binario con il collegamento con il porto di Augusta e l’aeroporto di Fontanarossa, con sistemi di trasporto veloce, es. metropolitana di superficie;
5) Collaudo e messa in esercizio della fossa di manutenzione treni e della platea di lavaggio di contrada Pantanelli, opere fondamentali per la salvaguardia dello scalo ferroviario siracusano e per la sua classificazione come stazione di testa;
6) Salvaguardia del trasporto ferroviario passeggeri, bloccando il continuo ed inesorabile taglio dei collegamenti tra il nostro territorio e le città più importanti del paese (Roma, Milano, Torino, Venezia);
7) Messa in sicurezza, elettrificazione e velocizzazione della tratta ferroviaria Siracusa –Modica;
8) Bonifica dei fondali della rada di Augusta, intervento necessario affinché il porto di Augusta possa essere uno dei tre grandi HUB portuali del Mediterraneo;
9) Adeguamento del porto di Augusta anche dal punto di vista delle infrastrutture a terra, quali banchine, utilities e servizi vari;
10) Valorizzazione del Porto di Augusta e del collegamento ferroviario connesso;
11) Nodo intermodale di Bicocca e bretella di collegamento  con l'aeroporto di Catania;
12) Velocizzazione della ferrovia SR-CT ed il suo collegamento con l'aeroporto di CT, nell'ottica della intermodalità dei trasporti divenuta ormai indispensabile;
13) realizzazione tratte ferroviarie di collegamento da e per il Porto di Augusta; piena operatività del porto commerciale di Augusta.
14) Velocizzare i trasporti via mare verso i più importanti mercati del Nord, creando le intermodalità necessarie nei porti di partenza e di arrivo;
15) Programmi di intervento straordinari per le opere di difesa dei corsi d'acqua e per le opere irrigue; fare apposite convenzioni con gli agricoltori per a pulizia e manutenzione degli alvei;
16) Individuazione di percorsi per il potenziamento del sistema dei trasporti urbano ed interurbano, con particolare riferimento, per quest’ultimo, ad un più puntuale collegamento tra i vari comuni della provincia ed, in particolare, delle aree culturali, ambientali e balneari più significative per il sostegno dello sviluppo turistico del nostro territorio.
    Per la realizzazione di tutte queste opere ed iniziative, il Tavolo provinciale dell’Economia, di volta in volta, definirà con i comuni interessati e con il coinvolgimento, ai vari livelli istituzionali per le rispettive competenze, della deputazione nazionale e regionale.

8)    ATTIVITA' DELLA PA CON PARTICOLARE RIGUARDO AL SETTORE DEGLI INVESTIMENTI E VALUTAZIONI RELATIVE ALLE MODALITA' E AI TEMPI PER I PAGAMENTI

Blocco Pagamenti della PA DPR 602/73 Art. 48 Bis
    Le PMI lamentano le difficoltà causate dal persistere della crisi ed ulteriormente amplificate  anche dai ritardati pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione a tutti i livelli statali, comunali, provinciali e regionali.
    Le imprese che operano con Enti Pubblici, infatti, registrano un cronico ritardo nei pagamenti, che  generano incertezza e sfiducia ed arrecano grave danno al sistema economico.  
    Dal canto loro, le PP.AA., a causa delle note difficoltà della finanza pubblica e delle progressive riduzioni delle risorse, oltre ai vincoli del Patto di Stabilità, hanno crescente difficoltà a rispettare i pagamenti alle scadenze dovute.
    La semplificazione amministrativa deve essere una priorità, partendo da un maggiore coordinamento tra i diversi Comuni e la Provincia. Meno burocrazia, procedure più snelle, un maggior coinvolgimento sia nella fase di stesura dei bilanci preventivi, sia a consuntivo, sono alcuni degli strumenti in grado di poter incrementare l'efficacia delle azioni e la qualità dei risultati.
    Fondamentale è una corretta valutazione delle condizioni di operatività della Pubblica Amministrazione con particolare riguardo alle modalità e ai tempi di pagamento delle opere pubbliche, in modo da evitare, ove possibile, le difficoltà denunciate più volte dalle imprese in tal senso.
    Garantire che i pagamenti dovuti alle imprese per il lavori pubblici siano effettuati nel rispetto dei tempi previsti contrattualmente, evitando che le imprese continuino ad indebitarsi con le Banche.
    Infatti, la montagna di crediti delle imprese verso le PA è una patologia insopportabile. I ritardi nei pagamenti, già gravissimi, si sono allungati. E’ basilare, per i nuovi crediti, il rispetto rigoroso dei termini di pagamento e l'effettiva eliminazione di deroghe contrattuali.
    In tal senso, il Tavolo provinciale dell’Economia svolgerà ogni opportuna azione di monitoraggio e di ausilio ai vari Enti locali affinché si possa costruire un percorso condiviso per ridurre tali tempi.
    Deve diventare presto operativo il provvedimento per poter scontare in banca o tramite la Cassa Depositi e Prestiti i crediti pregressi, sulla base di certificazioni emesse dalle amministrazioni debitrici.
    E’ necessario un intervento concertato a tutti i livelli di governo, che consenta lo sblocco dei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni attraverso la  modifica alle regole di determinazione del saldo rilevante ai fini del Patto di Stabilità, tendente ad escludere i pagamenti destinati agli investimenti ed ai lavori e/o forniture degli anni pregressi.
    Tra l’altro, sono aumentati i fermi amministrativi e le iscrizioni ipotecarie della concessionaria di riscossione Serit-Equitalia. Occorre, in tal senso, pianificare, con l’intervento del Governo Nazionale, un’azione di “tolleranza”  che consenta di sospendere il blocco dei beni e dei pignoramenti.
    Per tutte queste attività verrà opportunamente interessata la deputazione nazionale.
Modifiche legislative - Proposte
    A) modifica legislativa dell’art. 48 Bis del DPR 602/73: 1) innalzamento della soglia dagli attuali 10 mila ad almeno 100 mila euro o determinare una percentuale diversa; 2) che il Pignoramento c/o terzi si possa avviare solo quando l'importo oggetto del pignoramento sia dovuto effettivamente dall'impresa debitrice; 3) sospendere la cartella di pagamento impugnata nelle more della trattazione dell’istanza di sospensione da parte dell’autorità giurisdizionale competente; 4) impossibilità di ottenere la rateazione in presenza dell’avvio della procedura previsto dall’art. 48 bis, in aperta violazione della par condicio creditorum (un soggetto che è creditore nei confronti della P.A. non può, di fatto,  accedere alla rateazione, rispetto al soggetto che non è creditore della PA); 5) mancanza di informazione al contribuente del rischio di sospensione dei pagamenti e l’indicazione analitica del debito.
    In tal senso, il Tavolo provinciale dell’Economia chiederà l’intervento della deputazione nazionale a sostegno di queste richieste.
    B) modifiche legislative nell'attuale quadro normativo in materia di esecuzione forzata e azioni cautelari della Serit Sicilia S.p.A.: 1) La Società accordi la rateizzazione del dovuto per tributi e contributi insoluti nella misura massima richiesta dal debitore; 2) sospenda ogni esecuzione nei confronti del debitore che ha avanzato richiesta di rateizzazione; 3) la società non proceda ad iscrizioni ipotecarie per importi inferiori al tetto  a partire dal quale si può procedere al pignoramento immobiliare; 4) eliminare la revoca degli affidamenti  da parte degli istituti bancari, in presenza di iscrizioni ipotecarie sugli immobili; 5) in caso di rateazione del debito, procedere alla cancellazione dell’ipoteca anche prima del pagamento dell’ultima rata.
    In tal senso, il Tavolo provinciale dell’Economia chiederà l’intervento della deputazione regionale.
    In relazione ai pagamenti dei contributi pubblici alle PMI, si propone l’immediata erogazione dei benefici per l’assunzione degli apprendisti, per l’abbattimento degli interessi sui prestiti, per le nuove assunzioni in considerazione del fatto che gli stessi sono bloccati, non per fattori economici di copertura, ma per il mancato completamento delle procedure amministrative da parte dei vari Assessorati Regionali competenti.
    In tal senso, il Tavolo provinciale dell’Economia chiederà l’intervento della deputazione regionale.
    In relazione, poi, al Documento unico della regolarità contributiva (DURC), appare evidente l’inadeguatezza della struttura  "Sportello unico previdenziale" al rilascio delle attestazioni rispetto alle istanze presentate dalle imprese. Tra l’atro, molte pratiche sono inficiate da imprecisioni o errori di modestissima rilevanza  e provocano  ritardi burocratici che condizionano il rilascio del documento (ad es. mancato rilascio del DURC per debiti previdenziali di 10 Euro).
    Su questo punto, il Tavolo provinciale dell’Economia, con la collaborazione della deputazione nazionale, opererà ogni intervento utile.
    Per quanto concerne, infine, il recupero dei contributi per i Contratti Formazione Lavoro (CFL) è necessaria la modifica legislativa della legge 101 del 06.06.2008 di conversione del D.L. n. 59/2008, che sta determinando effetti devastanti per le imprese interessate, le quali qualora volessero pagare il debito non possono ottenere una rateizzazione né da Serit Sicilia S.p.A. né dall'INPS. Occorre, pertanto, procedere alle seguenti modifiche legislative: 1) Concessione della massima rateizzazione proposta dal debitore, a norma del D.L. 248/2007 convertito L. 31/2008; 2) blocco delle procedure esecutive in presenza di istanze di rateizzazione; 3) la presentazione dell’istanza di rateizzazione fa venir meno in capo al debitore la qualità di soggetto inadempiente.
    In tal senso, occorrerà l’intervento della deputazione nazionale e regionale.

9)    Piano Territoriale Provinciale (P.T.P.)
    Il Piano Territoriale Provinciale è lo strumento di pianificazione generale della Provincia Regionale introdotto dalla L.R. n. 9 del 06 marzo 1986 e si configura come uno strumento di area vasta che ha degli effetti diretti prescrittivi e di gestione programmatoria del territorio provinciale.
    Nell'ambito delle iniziative dirette a rilanciare lo sviluppo economico del territorio, è necessario avviare tutte le azioni e la progettualità della Pianificazione Strategica, nonché la realizzazione delle opere previste nei Piani Triennali delle Opere Pubbliche 2009-2011.
    In tale contesto, le Amministrazioni provinciali e comunali ritengono di dare priorità a quelle opere e/o progetti di natura ambientale, culturale, commerciale, produttive che possano dare un impulso notevole allo sviluppo economico e già inserite nei loro Piani Triennali delle Opere Pubbliche.
    Tra tutti i portatori di interesse al fine di realizzare un Piano territoriale quanto più condiviso e produttivo per il territorio, il Tavolo provinciale dell’Economia si pone, quindi, come il luogo naturale di concertazione.
    Il processo di programmazione in atto, attraverso la pianificazione strategica ed il Piano territoriale, realizza concretamente lo sviluppo locale anche al fine di sfruttare a pieno le risorse previste dalla programmazione 2007/2013.
    

    Contributi all’istruttoria e alla definizione delle proposte contenute nel documento unitario:
Provincia Regionale di Siracusa; Comune di Augusta; Comune di Avola; Comune di Ferla; Comune di Melilli; Confindustria; Confcommercio; Confesercenti; CASA Artigiani; API – CONFAPI – ANIEM; CIA – Confagricoltura;  CNA; Coldiretti;  Unimpresa – APLA; Unione Nazionale Consumatori (U.N.C.); CGIL-CISL-UIL; UGL; FISMIC; Collegio degli Agrotecnici; Collegio dei Geometri; Ordine dei Commercialisti; Ordine dei Geologi.

 
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