Le bugie del Governo Regionale Siciliano per nascondere errori, omissioni e inadeguatezze nella lotta contro il Covid.

Il governo regionale siciliano continua a collezionare gaffe e brutte figure nel patetico tentativo di occultare gravi ed ingiustificate negligenze ed incapacità gestionali nella lotta al Covid. Ultimo in ordine di tempo il tentativo dell’assessore all’istruzione e alla formazione professionale, Prof. Roberto Lagalla, di nascondere la realtà dell’ennesimo ultimo posto in classifica della Sicilia, questa volta in tema di record di insegnanti ed operatori scolastici non vaccinati. Lo stesso giorno in cui il Governo nazionale diffondeva l’incredibile dato dei deceduti per Covid in Sicilia, nove persone su un totale di 21 in tutta Italia, pari al 42,86% di tutti i deceduti del 21 luglio, a conferma ulteriore di una forte incapacità di contenere la pandemia, l’assessore, su probabile suggerimento del Presidente Musumeci, sempre attento nei tentativi di mettere pezze alle magre figure collezionate quasi quotidianamente dal suo esecutivo, ha dichiarato che il dato diffuso dal governo non era veritiero. E quale sarebbe stata la verità? Semplice, che venuta meno la vaccinazione per categorie, molti docenti sarebbero andati a vaccinarsi per fasce di età e lo stesso assessore, tra ottimismo e realismo, avrebbe valutato il risultato nell’ordine nientepopodimeno che del 70%. Nessun riferimento concreto e convincente, né metodologico di come si sarebbe ottenuto tale risultato, che comunque, il 25 luglio è stato di nuovo smentito dai dati ufficiali del governo nazionale, che descrivono una vaccinazione degli insegnanti in Sicilia, completa o con una dose, per un totale del 56,94% dei soggetti interessati, confermando il dato monstre del 43,06% di non vaccinati, che non a caso relega la nostra Regione appunto all’ultimo posto in Italia, a fronte di ben 9 regioni che hanno superato il 90%

Questa volta nessuno del governo regionale ha ritenuto di proporre astratte teorie per salvare, sempre astrattamente, la faccia.

Invece di pensare a come superare il deficit di vaccinazioni e consentire a settembre il ritorno a scuola in presenza, il ricorso a tentati manipolatori della corretta informazione, peraltro fallimentari, non fanno ben sperare.

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