Sintesi intervista dell’on. Bono sul Porto Turistico-Peschereccio di Avola all’Esagonoilgiornale.it

La verità sul porto di Avola secondo Bono:
“È la verità dei fatti”
All’Esagono Aperitif condotto da Maria Rosa Roccaro é intervenuto ieri per la seconda volta il Presidente nazionale della Buona Destra Nicola Bono per fare luce a suo dire sulla vicenda del porto turistico.
“La verità sul porto di Avola secondo Bono è la verità dei fatti” ha esordito il presidente Bono, “Io porto avanti la validità, l’importanza, la necessità di realizzare il porto turistico così come previsto nel piano regolatore generale del porto basandomi sui fatti, su dati ufficiali e documenti. Non ho interesse a fare polemica contro il Sindaco. Io faccio politica da diversi decenni. Insieme alla mia parte politica ho governato solo 5 anni nella mia città e nei cinque anni in cui abbiamo avuto un ruolo in questa città dal 2002 al 2007, con l’amministrazione Di Giovanni siamo riusciti a realizzare il piano regolatore del porto, che è stato approvato in due anni ed è stato anche selezionato il concessionario. Sono state le successive amministrazioni a bloccare tutto. L’attuale amministrazione nel 2016 dopo aver chiuso il rapporto con FN Progettazioni, aveva fatto anche delle promesse pubbliche. Il 26 settembre 2016 il Sindaco rispondendo a una mia sollecitazione aveva promesso “La mia amministrazione comunale sta sostenendo ogni tipo di intervento e sta mettendo in campo ogni bando, avviso pubblico…giusto mandato già conferito agli uffici che possa portare alla realizzazione del porto turistico”. Non solo questo non è stato mai fatto – precisa Bono – ma non è stato neanche adempiuto un altro obbligo di legge che avrebbe potuto portare alla realizzazione del porto turistico. Fino al settembre 2020 la grave omissione dell’amministrazione comunale di Avola è stata quella di non aver mai elaborato il progetto di fattibilità tecnica ed economica e di aver inserito nel programma triennale un opera che era da realizzarsi a carico dei privati e che non poteva essere inserita nel piano triennale senza appunto il progetto di fattibilità tecnica ed economica. Frutto di una mancanza di conoscenza della norma o volontà di non far nulla creando il presupposto di non farlo? Oggi con il decreto semplificazioni si può presentare, senza bisogno del programma di fattibilità, una proposta da parte dei privati per la realizzazione di un opera pubblica a proprie spese. Ma non esiste un automatismo. Occorre un avviso di manifestazione di interesse per rendere pubblica la volonta di realizzare l’opera e quindi di sollecitare gli investitori a manifestarsi. L’obbligo di un’amministrazione comunale è cercare le opportunità, non aspettare passivamente che si creino le condizioni perché il Sindaco di un’amministrazione che dicasi attiva, come può passare dallo stato del fare allo stato dell’ attendere? Ma le bugie più pesanti sono quelle che riguardano l’occupazione e il lavoro – e prosegue – Il porto turistico classificato come marina (che è quello che dovremmo fare ad Avola) dovrebbe essere simile agli altri 84 già esistenti in Italia. In italia ci sono 931 mila natanti e un numero di posti barca di appena 163 mila, il che vuol dire che ogni 6 natanti c’è 1 posto barca. Ecco qual è la ricchezza del porto: quella di offrire posti barca in un’area dove non ce ne sono per dare servizi alla nautica da di porto. Inoltre la nautica da diporto produce sulla base dei dati forniti
dalla Federazione del mare di Confindustrua la più alta percentuale di produzione di posti di lavori nell’indotto. Il coefficiente calcolato é del 9,11 che vuol dire che ogni 100 posti di lavoro fissi nel porto si creano 911 posti nell’ indotto. Questo vuol dire che in un porto come quello di Avola con almeno 200 posti fissi nel porto, moltiplicando 200×9,11 dovrebbe produrre 1822 posti di lavoro, che sommati ai 200 totalizzano 2022 posti. Probabilmente il nostro Sindaco ha qualche difficoltà a comprendere il termine “indotto” ma è esattamente quello che dovrebbe conoscere e capire che sulla questione del porto ha toppato. Non sollecitando la realizzazione del porto sta togliendo a questa città uno strumento fondamentale di sviluppo e di crescita occupazionale. Inoltre il porto può triplicare la durata della stagione turistica, che dai due mesi canonici dell’estate estende i suoi effetti positivi da aprile ad ottobre, a beneficio di tutte le attività della città che ne trarrebbero enorme giovamento. La strategia turistica si fa individuando la natura e l’aspirazione di un luogo che deve trovare uno strumento di attrazione e questo per Avola è il porto turistico. Dobbiamo capire che non è più tempo di tifoserie ma che abbiamo bisogno di azioni basate sulla verità, sulla reale conoscenza dei temi e sull’effettivo raggiungimento degli obiettivi per dare risposta agli avolesi di oggi e agli avolesi delle generazioni future”.
Avola 31 marzo 2021

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